Foto dei minori sui social? Ci vuole il consenso di entrambi i genitori

Nell’articolo di oggi intendo trattare un tema tanto delicato quanto attuale, ovverosia quello riguardante la pubblicazione da parte dei genitori delle fotografie dei propri figli sui social network.

Dal punto di vista normativo, come noto, l’art. 2 quinquies D. lgs. 10 agosto 2018, n. 101 (che ha adeguato il Codice Privacy al Regolamento UE 2016/679 – GDPR) prevede espressamente che i minori possano validamente prestare il loro consenso al trattamento dei dati personali solo a partire dai 14 anni. Ciò significa che il trattamento dei dati personali del minore di età inferiore a 14 anni è lecito, a condizione che sia prestato da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Sul tema è poi recentemente intervenuta la Sentenza 1038 del 15 ottobre 2019 con la quale il Tribunale di Ravenna ha stabilito come non sia sufficiente il consenso di un solo genitore per autorizzare la pubblicazione online delle fotografie dei figli minorenni; e questo, anche nel caso in cui marito e moglie siano separati in regime di affido condiviso.

Tra i principi giuridici a fondamento di tale sentenza vi è senza alcun dubbio la legge sul diritto d’autore (Legge n. 633/1941). L’art. 96 della suddetta legge infatti, nello specifico, stabilisce che “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa”, salvo eccezioni.

Ancora, ai sensi dell’art. 10 C.C“qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.

Tale pronuncia giurisprudenziale inquadra pertanto la fotografia, come peraltro qualsiasi altro elemento identificativo, come “dato personale che non può essere diffuso senza l’autorizzazione del soggetto interessato, tanto più nel caso in cui quest’ultima riguardi un minore. In quest’ultimo caso infatti assume particolare rilevanza anche la Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo (Conv. NY 20.11.1989, ratificata dall’Italia con L. 27.5.1991 n. 176), che prevede una tutela rafforzata quando il soggetto protagonista degli “scatti” sia un minore.

Un’ultima specificazione: premettendo che per “pubblicazione” s’intende la divulgazione dell’immagine attraverso qualsivoglia mezzo che la renda pubblica (mostre, siti internet, riviste, cartelloni pubblicitari, ecc.), è necessario tenere presente che vi è una netta distinzione tra la pubblicazione della foto del minore per scopi privati e per scopi pubblicitari. La pubblicazione di foto del minore per fini commerciali, infatti, richiede, oltre alla liberatoria firmata da entrambi i genitori, anche l’informativa sulla privacy da sottoporre agli stessi. Pertanto, laddove, grazie a tale utilizzo dell’immagine, si dovessero percepire dei guadagni, gli stessi potranno essere riscossi dai genitori solo previa autorizzazione del giudice tutelare a seguito di apposita istanza, e non autonomamente (art. 320 c.c.)

Avvocato Serena Ghizzi




 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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