Ester Brunini, la maga del vetro a Bolzano: “Mi piace domarlo e perdermi nei suoi colori”

BOLZANO. I colori e le curve, questo noti quando entri nel mondo di Ester Brunini, artigiana del vetro. Ester è un maestro artigiano, per me un’artista. Lei ci tiene invece a spiegare perché mi sbaglio. “C’è una differenza sostanziale tra un artigiano e un artista, l’artigiano adatta il suo lavoro al gusto e al bisogno del cliente. È riconoscibile nello stile certo, ma diversamente dall’artista è disposto a modificare la sua opera”

Mentre Ester parla non riesco a mantenere lo sguardo su di lei, perché in quel mondo di creazioni vengo continuamente attratta da qualcosa. Non c’è modo migliore di questo però per comprendere le sue parole.
“So di aver voluto essere quel che sono fin da ragazzina, ho tentato altre strade ma ogni qualvolta mi trovavo ad un bivio cercavo questo, esprimere la mia arte in qualcosa di pratico. Volevo metterci le mani oltre alla testa. Finalmente sono approdata alla scuola Vetro Ricerca e da lì la mia strada ha preso finalmente forma”

La fisicità che Ester cercava per realizzare la sua arte la si percepisce quando parla delle fasi di realizzazione del suo lavoro: il taglio del vetro, l’infornarlo una o più volte, la sabbiatura per renderlo liscio e brillante. Mentre mi spiega come nasce un oggetto così bello mi immagino chiaramente il rapporto che ha con i suoi materiali.
“Si ma ci vogliono anni per conoscerli. Il vetro non sai mai come reagisce, anzi diciamo proprio che non reagisce mai come ti immagini. Quando apri il forno ogni volta è una sorpresa. Decide lui e a te artigiano rimane da scoprire la sua volontà. Questo anche se ormai, con anni di pratica alle spalle riesco a domarlo abbastanza bene”

Mi viene quindi da pensare che il tuo sia un lavoro che va imparato con l’aiuto di un esperto oltre che naturalmente studiato in una scuola specifica.
“Si, ma purtroppo questa modalità si sta perdendo. Un tempo la figura del garzone di bottega era proprio questo, il giovane al quale tramandavi i tuoi segreti, il tuo sapere e che magari poi continuava a rimanere legato alla tua guida anche quando prendeva la sua strada. Ora l’apprendistato, bene che ci sia, ma non è la stessa cosa”

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Hai paura che l’artigianato vada pian piano perdendo il suo spazio nel nostro Paese?
“Più che una paura è una certezza. In questo mondo dove tutto è frenetico e virtuale un’attività lenta e concreta come la mia è necessariamente destinata a non avere spazio in futuro. Ma l’artigianato italiano è il made in Italy di cui tutti andiamo fieri, non dimentichiamolo. Se non c’è un vivaio, se manca l’insegnamento diretto a chi vuole intraprendere queste attività, pian piano il sapere andrà perso. Un libro ti può spiegare la teoria ma questo proprio non basta, ci vuole l’esperienza di anni per capire il mio lavoro a fondo. Senza chi mi ha tramandato la sua io non sarei quello che sono. Dobbiamo pensarci perché una svolta che sono perse le conoscenze purtroppo non le recuperi più”

Ester è come i suoi vetri colorati, la perfetta fusione tra due caratteristiche diverse, la fantasia e la concretezza. Continuo a definirla arte.

“Sai cosa mi piace? Mettere accanto colori diversi e guardare come si fondono. Ne escono colori bellissimi e mi piacciono tutti, anche il marrone è un colore bellissimo o il nero. Ci sono tutti i colori nella mia opera ma in fondo io sarei molto dark”

Ogni volta che mi sembra di aver visto tutto ciò che contiene il suo negozio mi accorgo di qualcosa di nuovo e di come nelle cose più diverse ci sia comunque qualcosa di lei.  Uscendo penso a quello che mi ha raccontato come  una delle più belle cose dette da un suo cliente: “Possono togliere tutto da questo mondo, ma non possono togliere il bello. Perché il bello fa bene, aiuta. Senza poter godere delle cose belle la vita non avrebbe lo stesso buon sapore”.

La Balda