Ema valuta il vaccino di Valneva: potrebbe convincere alcuni No Vax

Il comitato per i medicinali umani in seno all’Ema (noto con l’acronimo Chmp) ha iniziato la valutazione di un vaccino contro il Covid che potrebbe convincere i No Vax. Si tratta della fase preliminare al percorso per l’approvazione rapida.

Il preparato analizzato è Vla2001 sviluppato dall’azienda francese di biotecnologie Valneva che sarebbe capace (secondo i primi risultati clinici di Fase 3 negli adulti e in laboratorio) di sviluppare più anticorpi a quelli dei vaccini giù in uso. Anche in questo caso sarebbero necessarie due dosi da inoculare a distanza di quattro mesi tra loro.

Potrebbe essere una chiave per convincere gli scettici perché si tratta di un vaccino che si basa sulla tecnologia del virus inattivato (morto e non in grado di infettare) con due adiuvanti per aiutare la risposta immunitaria. E’ la stessa utilizzata per i tanti vaccini anti influenzali somministrati in questi anni e per la maggior parte di quelli previsti per i bambini. Hanno ormai consolidati livelli di sicurezza ed efficacia. Consentirebbero, insomma, di eliminare le perplessità di chi guarda con diffidenza i vaccini mRna.

Rispetto ad Astrazeneca consente lo sviluppo del 40% in più di anticorpi con un profilo di maggiore sicurezza (minori gli effetti collaterali su 4.012 partecipanti di età superiore ai 18 anni in 26 siti di studio nel Regno Unito).

Ora il percorso necessità di maggiori dati prima di presentare domanda di autorizzazione all’immissione in commercio. L’azienda francese, comunque, ha firmato un accordo con la Commissione Europea di forniture fino a 60 milioni di dosi del candidato vaccino in due anni. Potrebbe essere utilizzato anche contro le varianti o come richiamo di altri preparati.

Alan Conti

Foto Valneva