Difterite, tetano e poliomielite: con i vaccini salvate 70.000 vite

BOLZANO. Come ciclo informativo vi proporremo un’analisi d’impatto dei vaccini in Italia
Premessa
L’analisi dei dati riguardo i programmi vaccinali risulta in questo preciso momento storico. I dati, qui riassunto, sono pubblici, verificati e pubblicati sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, eccellenza italiana.

Programmi vaccinali in Italia, il dettaglio partendo da difterite, tetano e poliomielite.

Analizziamo il tasso di mortalità con relativa stima delle morti evitate. Consideriamo il fatto, lo vedremo poi, che una malattia come la poliomielite lascia al 90% paralisi definitive agli arti inferiori, che rimangono atrofizzati.

Da un punto di vista matematico predittivo queste tre malattie dall’elevata mortalità (e menomazione) sono state debellate in Italia grazie ad una campagna vaccinale che ha coperto il 92% della popolazione. Nel mondo però sono ancora presenti, abbassare la copertura su suolo nazionale potrebbe dare “nuovo stimolo” all’epidemia. L’Onu, insieme all’Oms, ha infatti indicato una campagna massiccia mondiale, soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Da quel momento infatti, i nuovi Stati, non hanno provveduto a coprire con vaccinazione la popolazione che ha ripreso malattie scomparse durante il regime sovietico, la difterite ad esempio.

Onde evitare disinformazione sull’argomento, è stato creato un programma ad hoc, finanziato attraverso il programma Ccm-2014 (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) del ministero della Salute. In fase di programmazione delle attività è stato ritenuto fondamentale valutare l’impatto e i conseguenti benefici ottenuti dalle vaccinazioni in Italia, tali analisi sono frutto di studi tramite i big data ricavati dalle campagne vaccinali attuate in Italia nel secondo dopoguerra.

La tabella qui sopra ci consegna una stima: sarebbero stati evitati 70.000 decessi (a parte tratteremo invece le menomazioni causate da tali malattie)



I calcoli sono stati eseguiti assumendo che l’intera differenza di incidenza e mortalità sia da mettere in relazione con i programmi di vaccinazione, su questo punto aggiungiamo  le migliori condizioni igieniche, gli antibiotici, il tutto può  contribuito ad abbassare i tassi di morbosità (valuteremo i dati nel prossimo articolo del ciclo) e mortalità, indipendentemente dalle vaccinazioni. Va detto che prima che fossero introdotte le vaccinazioni esisteva  probabilmente una maggiore sottodiagnosi e sottonotifica sia dei casi di malattia che di causa di morte.

I dati ci indicano che difterite, tetano e poliomielite (le tre malattie infettive con la mortalità più elevata del ‘900, numeri alla mano) sono state praticamente debellate e sono state salvate circa 70000 vite.

 

Dati reperibili QUI L’impatto dei programmi vaccinali in Italia (iss.it)

Articolo parte del ciclo informativo “Analisi d’impatto dei vaccini in Italia”, una collaborazione tra UGIS (Unione Giornalisti Scientifici) e BZNews24.

Marco Pugliese (BzNews24-Ugis)

Foto Pfizer

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Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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