Didattica inclusiva per disabili durante la pandemia: Human Right Watch premia il Pascoli di Bolzano

BOLZANO. L’emergenza legata alla diffusione dell’epidemia Covid 19 ha visto la scuola tra i settori che maggiormente sono stati messi alla corda. All’interno degli istituti, tuttavia, un capitolo particolarmente complesso è stato garantire il diritto ad una didattica completa ed efficiente anche agli studenti con disabilità. Come spesso accade le difficoltà hanno portato all’elaborazione di pratiche che potranno essere considerate come modello da replicare e sviluppare anche in futuro. L’organizzazione internazionale Human Right Watch ha raccolto le migliori in questo campo a livello nazionale e, tra queste, c’è anche quella elaborata dal liceo Pascoli di Bolzano. L’istituto di Laura Cocciardi, dunque, si è distinto in tutto il Paese per un uso della didattica a distanza particolarmente inclusivo ed efficace e non solo. L’obiettivo vero, però, è stato andare oltre.



“Durante la pandemia – spiega la dirigente del liceo Pascoli Laura Cocciardi particolarmente orgogliosa del riconoscimento – abbiamo profuso notevoli sforzi per fare in modo che ai ragazzi fossero garantiti sempre la presenza, il lavoro scolastico e il benessere generale. Human Right Watch ha riconosciuto questo impegno”. Gli stessi ragazzi sono riusciti a non rimanere indietro con il programma scolastico godendo sempre di una socialità garantita. Un’organizzazione particolarmente apprezzata anche dai genitori tra i quali ci sono tante mamme e papà che hanno continuato sempre a lavorare (come i medici) trovando nell’istituto una sponda efficace. Ad aver colpito particolarmente l’organizzazione, infatti, è stato lo sforzo del Pascoli volto a garantire sempre l’insegnamento in presenza per gli alunni con disabilità. La dad, quindi, è stata ridotta ai minimi termini. Un riconoscimento che va a premiare pure docenti professionisti che hanno dovuto trovare soluzioni per proteggere se stessi e gli alunni differenziandosi un poco dalle classiche disposizioni. Difficile, infatti, imporre sempre il distanziamento o l’uso della mascherina così gli insegnanti hanno adottato visiere in plastica utilizzando guanti e camici monouso. Qualcuno ha installato plexiglass direttamente sui banchi registrando pure i dati di contatto degli alunni. Un’elasticità che è stata mentale prima ancora che professionale ed operativa.

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Humam Right Watch ha intervistato, tra gennaio e maggio, 52 persone: tra loro undici ragazzi tra i 14 e i 19 anni di cui sette con disabilità. Sono stati sentiti anche i dirigenti, i presidi sanitari, i famigliari, i professionisti e gli insegnanti di sostegno in Lombardia, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte e Provincia di Bolzano. Un’analisi, dunque, piuttosto dettagliata per tratteggiare un orizzonte dove il liceo Pascoli si è guadagnato un meritato posto al sole. Un riconoscimento che è punto di partenza e d’arrivo.

Alan Conti