Covid, sempre più plausibile la pista artificiale: Cina sotto accusa

BOLZANO.  “L’incidente di laboratorio è l’ipotesi più valida su origine del virus. Il mondo si sta svegliando, la Cina ha mentito”. Jamie Metzl, studioso di geopolitica, anti-Trump ed ex direttore per gli affari umanitari al Dipartimento di Stato con Bill Clinton, lancia il siluro verso Pechino e ricorda: “Abbiamo scritto una lettera molto precisa, pubblicata dalla rivista Science. L’Oms non è credibile ed esiste l’85% di possibilità che il Sars-Cov-2 sia artificiale e sfuggito dal laboratorio di Wuhan. La Cina la smetta di mentire e ci dica esattamente cosa implica questa malattia”
Joe Biden intanto ha in mano un rapporto d’intelligence molto dettagliato ed entro 90 giorni sarà presentato un rapporto sull’origine del virus. Nel rapporto pare siano presenti anche le cartelle cliniche dei virologi (che lavoravano a Wuhan) e che si sono ammalati gravemente durante il 2019 (si parla d’anno solare).



Dopo l’annuncio del presidente Biden riguardo l’alta possibilità il virus sia artificiale, un portavoce di Facebook ha dichiarato qualcosa d’estremamente forte: “Alla luce delle indagini in corso sull’origine del covid-19 ed in accordo con esperti di salute pubblica, l’azienda sta cambiando la sua politica per ammettere i post secondo cui il covid-19 è stato creato o prodotto da un’azione umana“. Un cambio di rotta significativo in attesa del G7 che secondo Biden dovrà muoversi in funzione anti Cina. Sarà quindi fondamentale non scollare l’Alleanza Atlantica ed evitare assi economici con Pechino (la Via della Seta è un accordo militare e strategico in realtà…) anche in sede Ue. Da vedere come si comporteranno Berlino e Parigi, rispettivamente primo e secondo partner economico della Cina in Europa.

Marco Pugliese