Conte, trattative (quasi) fallite: al Senato rischia maggioranza relativa

ROMA. La scalata di Giuseppe Conte ad una nuova fiducia piena per governare si fa sempre più ripida. Nel gioco di incastri della politica romana di questi giorni ieri si è registrato il passo indietro dell’Udc (“restiamo nel centrodestra, i nostri valori non sono negoziabili) e il ritiro del pontista Clemente Mastella sbugiardato da Antonio Calenda (“mi ha offerto la candidatura a sindaco di Roma in cambio dell’appoggio in aula”).



A conti fatti, dunque, lo scenario attuale crea problemi abbastanza evidenti. Se non immediati quantomeno in prospettiva. Domani la Camera voterà la fiducia ma è Palazzo Madama a preoccupare. E’ qui che Conte deve arrivare a 161 senatori per ottenere la maggioranza assoluta ma, al momento, questa quota è impossibile. L’annunciata astensione di Italia Viva abbasserà il quorum e permetterà comunque al governo Conte di ottenere la fiducia con maggioranza relativa ma il lavoro della legislatura rischia di essere complicatissimo oltre che sempre in bilico. Alcuni passaggi (come la legge di bilancio per esempio) richiedono l’approvazione con la maggioranza assoluta nelle due Camere. Sarebbe una fiducia da anatra zoppa.

Alan Conti

Foto Instagram Conte


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