Coniugi spariti a Bolzano: i dubbi sull’ora della scomparsa

BOLZANO. Introvabili. Altro giorno di ricerca ieri a Bolzano per trovare Peter Neumair e Laura Perselli ma dei due coniugi ancora nessuna traccia. Ieri è stata messa in campo, purtroppo inutilmente, una massiccia operazione dai carabinieri da ponte Resia fino a Vadena lungo il corso dell’Isarco. Coinvolti i vigili del fuoco del corpo permanente, volontari e specialisti sommozzatori. Presenti anche le unità cinofile con i cani molecolari per scandagliare palmo a palmo il corso del fiume. Dopo la giornata di pausa di mercoledì (quando gli uomini dell’Arma e i cinofili si erano recati nell’abitazione della coppia in via Castel Roncolo) ieri il dispiegamento di forze è stato massiccio ma non ha prodotto molto. Sono stati rinvenuti, infatti, uno zaino ed una scarpa da donna che saranno analizzate con attenzione ma potrebbero, in realtà, appartenere anche ad altre persone. La ricerca a tappeto, comunque, è la dimostrazione concreta che per le forze dell’ordine l’ipotesi di una tragedia nel fiume rimane prioritaria. L’Isarco, però, non è un fiume troppo profondo ed è difficile che eventuali corpi inermi riescano a scivolare via fino all’Adige senza incagliarsi. Tuttavia non impossibile. In ragione di questo il comando altoatesino dell’Arma ha chiesto la collaborazione delle compagnie in Trentino e Veneto presenti lungo il tracciato del fiume Adige per controllare le sponde e le grate.



Un altro piano dell’indagine, invece, continua a ruotare attorno all’esatta ora della scomparsa che potrebbe spostarsi a martedì mattina. Al momento l’unica traccia sicura è il rientro a casa alle 18 di Laura con la bicicletta dopo aver fatto visita alla madre di 96 anni appena rientrata dall’ospedale. Entrambi i coniugi, però, avevano l’abitudine di spegnere alle 21 il cellulare per evitare fastidi serali quindi non sarebbe un aspetto inconsueto la fine delle comunicazioni proprio a quell’ora. Il figlio Benno (che ha dormito a casa di un’amica e non era a casa alle 18 di lunedì) è rincasato martedì mattina tra le 9 e le 10 per portare fuori il cane. Solo a quell’ora avrebbe trovato la stanza dei genitori vuota. Non è da escludere a priori, dunque, che Peter e Laura possano essersi allontanati la mattina presto e non il lunedì sera rimettendo in gioco alcune piste (gita fuori Bolzano o, seppur molto inverosimile, la frana dell’Eberle). Il fatto che il cellulare di lei (hanno due operatori differenti) abbia agganciato come ultima cella via Roma a Bolzano alle 21 significa poco: è possibile avvenga anche con i telefoni fisicamente in via Castel Roncolo. Spostando l’ora della scomparsa a martedì si aprirebbe, però, l’ennesimo quesito di un mistero molto ingarbugliato: perchè spegnere entrambi i cellulari alle 21 di lunedì senza rispondere ai messaggi della sorella Carla, della figlia Madè (rientrata da Monaco a Bolzano) e alla chiamata dell’altro figlio Benno arrivati tra le 18 e le 21?

Alan Conti