Commercio locale e Black Friday: trappola o opportunità?

Nel 2011 Apple ha portato il Black Friday in Italia. Il fenomeno si è consolidato ed esteso attraverso le grandi catene online made in USA, come Amazon. Qual è l’effetto di questa eredità a stelle e strisce sul commercio locale?

Una volta in Italia esistevano solo i saldi di fine stagione. Poi abbiamo conosciuto, intorno alla crisi del 2008, i “Mid-Season Sale”, ovvero gli sconti di medio termine. E dal 2011 imperversa il Black Friday, che dura ormai un mese intero e coinvolge il periodo prenatalizio.

IL BLACK FRIDAY: UNA TRADIZIONE AMERICANA

Viene naturale chiedersi come possano sopravvivere i negozi, soprattutto quelli piccoli, a sconti continui. Elena Messina Bonaldi, Presidente di Confesercenti Alto Adige Südtirol, commenta così il fenomeno: “Il Black Friday, un po’ come Halloween, è partito dagli Stati Uniti e ci è piombato addosso all’improvviso.”

Da quando il commercio, grazie ad internet, è senza frontiere, è facile capire come non sia possibile sottrarsi impunemente ai tagli di prezzo. Ma c’è una sostanziale differenza tra il commercio online e quello di prossimità: le vendite online, in particolare sui grandi portali, vivono di quantità. E quindi si azzardano sconti e politiche che chi commercia al dettaglio non si può permettere. “Nel quartiere è importante investire sul rapporto con il cliente abituale, a cui non si può pensare di negare un prezzo praticato giusto il giorno prima, perché c’era il Black Friday” dice Bonaldi.

BLACK FRIDAY IN ITALIA: OPINIONI DIVERGENTI

Ma Bonaldi spezza anche una lancia in favore degli sconti a stelle e strisce, perché capita nel mese di novembre, tradizionalmente scarico di fatturato ma ricco di conti da pagare. E così, con qualche vendita in più, si rientra degli esborsi.

Non è dello stesso avviso Philipp Moser, Presidente di Unione commercio turismo servizi, che rileva come a pagare un grande scotto sia chi offre prodotti legati alla stagione invernale, il cui prezzo di listino viene tagliato e ritagliato da Black Friday e saldi di gennaio “È chiaro che fare queste vendite promozionali quando si inizia a pensare agli acquisti di Natale non giova, essendo questo il periodo che per la maggioranza dei commercianti è il più importante dell’anno.”

Immagine di KamranAydinov su Freepik

BLACK FIRDAY E NEGOZI DI VICINATO

Abbiamo ormai capito che online vince il prezzo. Ma nel negozio fisico la differenza, ce lo conferma Bonaldi, la fa il rapporto umano, che aggiunge: “Credo anche che quando pensiamo ad un consumatore che compra su internet ci troviamo di fronte a qualcuno che sa già cosa vuole e va a colpo sicuro.” Mentre chi va in negozio vive il momento dell’acquisto in modo diverso, con un grande piacere nel farsi consigliare e confrontare prodotti diversi in diverse botteghe, ripescando una liturgia che ha un sapore antico e che prolunga il piacere della scelta e del possesso.

Il mercatino di Natale del quartiere Europa-Novacella

BLACK FRIDAY: LA RISPOSTA DI BOLZANO

E a Bolzano, cosa fanno i negozi di vicinato per emergere nella giungla di catene e e-commerce, soprattutto dopo il Covid, che ci ha forzato la mano nello scegliere prodotti in rete? Conclude Bonaldi: “Si riparte dai quartieri, dove i negozi hanno ripreso ad organizzare iniziative aggreganti. Nello specifico, ad esempio, il quartiere Europa-Novacella ha il suo mercatino di Natale. Una iniziativa per chi abita in quella zona, accolta con molto favore. Ci stiamo finalmente ricordando quanto sia bello incontrarci, che stare insieme non è un male ma una necessità. Soprattutto, il negozio di vicinato assolve anche una funzione sociale, diventando un porto sicuro, un punto di incontro anche per chi è solo, magari anziano, e ha bisogno di condividere un po’ del suo tempo con qualcuno.”

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