“Ciao Margherita, un fiore di nome e di fatto”

di Alan Conti

Una volta, incrociando un incidente in automobile, Margherita chiese a papà Salvatore di fermarsi per aiutare. Non importava arrivare in ritardo né esporsi a pericoli. Doveva aiutare. Era così Margherita Giordano, insegnante di 34 anni descritta “come un fiore di nome e di fatto” dalla sua attuale dirigente Nicoletta Costa. Fa ancora più male pensare come l’altro giorno, all’incrocio tra piazza Mazzini e corso Libertà, la vittima dell’incidente fosse lei e a fermarsi per aiutarla sono stati in tanti. Purtroppo senza riuscirci. Forse poteva aiutarla l’amministrazione nel cambiare prima il semaforo che l’ha tradita. Ieri gli operai comunali sono stati inviati al mattino per intervenire con un tempismo che suona a metà tra l’amaro e il beffardo.

La morte di Margherita ha scosso il mondo della scuola nel profondo. Un fiore bianco, portato dal compagno di Margherita (che ha assistito alla tragedia) campeggia sulla porta della scuola primaria San Filippo Neri dove Giordano aveva trovato quello che cercava da anni: un posto di ruolo. Da docente di matematica alle Alfieri aveva raccolto con entusiasmo (come tutto quello che regalava la vita) il posto come insegnante di sostegno alle San Filippo Neri. Avrebbe dovuto seguire alcuni corsi di aggiornamento per superare l’anno di prova che stava affrontando. Si era anche proposta per accompagnare gli alunni delle Anna Frank in gita a Vienna dopo il forfait di un collega per Covid. “Avevamo appena deciso insieme quali corsi avrebbe dovuto frequentare – racconta Costa con la voce rotta – ed erano tanti perché era una donna con tantissimi interessi”. Stava andando proprio a uno di questi corsi di aggiornamento al liceo classico Carducci quando è stata investita da una betoniera in piazza Mazzini. “Se penso – continua la dirigente – che stavo passando in bus proprio in quel momento mi sento ancora più distrutta. Ho subito pensato ad un incidente molto grave. Mai avrei pensato potesse essere lei. L’ho scoperto stamattina. Un colpo al cuore”. Ieri nelle classi un minuto di silenzio.

Le colleghe sono compatte nel ricordarla come “una professionista esemplare piena di vita, di grande bellezza interiore ed esteriore”. Tra loro Gabriella Cannavò: “Avevamo ipotizzato di condividere la casa perché a Bolzano è davvero difficile trovare alloggio. Sono addolorata, triste ed arrabbiata”. Giordano aveva passato quattro anni, fino al 2020, a Brunico e con lei c’era anche Barbara Bianchi. “Nel periodo del Covid ci siamo fatte forza insieme legate dalle stesse origini napoletane. Abbiamo sempre sdrammatizzato. Questa notizia mi ha spezzato. Era dedita alla scuola, amatissima e con un’empatia fuori dal comune. E’ terribile”. Un servizio che anche il suo ex dirigente Marco Fontana sottolinea: “Era sempre pronta ad aiutare. Ricordo in occasione dei tamponi per gli alunni, quando la situazione era critica, che si propose subito forte della sua esperienza da volontaria”. Sì perché Margherita era anche volontaria della croce rossa così come da ragazza aveva un passato da pattinatrice al Somma Skating della sua Somma Vesuviana e a Brunico aveva recitato per un anno nella Nuova Compagnia teatrale. Poliedrica, versatile e curiosa.

La notizia è arrivata drammaticamente anche in Campania a Somma Vesuviana dove abitano i genitori Salvatore (fotografo) e Giuseppina (anche lei insegnante). Per tutti ha parlato il sindaco Salvatore Di Somma: “Davvero impensabile trovare la morte nel luogo scelto per realizzare i propri sogni. Che il Signore dia la forza ai suoi genitori e a tutti quelli che l’amavano per superare questo tragico momento”.

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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