Bufera Trevi a Bolzano, Vettorato: “Perchè esternalizzare se abbiamo i dipendenti provinciali?”

BOLZANO. La rinuncia della Provincia al contributo delle cooperative operanti al Trevi per il prossimo anno mette a rischio 15 posti di lavoro secondo il sindacato della Cgil ma scatena una piccola bufera nel mondo della cultura italiana in Provincia. La sindacalista Antonella Costanzo, infatti, dalle colonne dell’Alto Adige ipotizza il taglio di un terzo delle risorse destinate alla cultura italiana nel bilancio provinciale 2020. Un rischio scongiurato negli anni scorsi e che potrebbe ripresentarsi. “Non ho mai detto nulla di simile ai sindacati – la replica dell’assessore provinciale competente Giuliano Vettoratoanche perché non esiste ancora nessun dato certo sul bilancio 2020. Probabilmente non avrò degli aumenti nel settore ma non significa che sarà decurtato. E’ necessario, inoltre, fare chiarezza anche sulla vicenda del Centro Trevi”. In che senso? “Nel senso che non chiuderà, non smetterà di fare attività culturali e rimarrà centrale della Provincia”. Con 15 lavoratori in meno…”non è così perché il Trevi è gestito direttamente dall’amministrazione provinciale attraverso l’impiego di nostro personale e ausiliari individuati tramite bando. Prima avevamo bisogno di un aiuto da fuori, adesso no: non stiamo mandando via nessuno della nostra pianta organica. Semplicemente siamo riusciti a liberare risorse interne dalla sospensione di progetti come il Cerchio dell’Arte e le useremo al Trevi senza spendere soldi all’esterno. E’ una organizzazione più intelligente del lavoro che permette anche di risparmiare all’ente pubblico quindi non capisco cosa ci sia di drammatico in un’ottica di amministrazione del bene comune. Quando le cooperative vincono i bandi lo fanno per il periodo per cui la Provincia ha bisogno di loro e i dipendenti sanno di non essere provinciali ma collaboratori esterni temporanei. Oltretutto un monte ore continuerà ad essere appaltato esternamente quindi non tutto sarà internalizzato. Ci sono altre organizzazioni culturali che riceveranno il contributo ordinario e che potranno rappresentare un’occasione di lavoro per queste cooperative. Peraltro sono cooperative nazionali e non locali”. La Cgil ha anche lamentato una paga molto bassa per questi lavoratori qualificati: 7,50 euro l’ora. “Capisco ma hanno sbagliato obiettivo a prendersela con la Provincia. Sono pagati dalle cooperative: lo facciano presente a loro”.

Alan Conti


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