Bolzano, South Tyrol Plants ripianta gli alberi spazzati via dalla tempesta Vaia

BOLZANO. “South Tyrol Plants è un gruppo di otto giovani che si è unito con il semplice scopo di organizzare un evento di piantumazione partecipativa, dove gli iscritti possono piantare in prima persona alcuni alberi. South Tyrol Plants è nato per questo”, così Anna Bortolozzi, dottoranda in Scienze forestali all’Università di Bolzano e membra di South Tyrol Plants, introduce l’evento che avrà luogo sabato 5 settembre sulle nostre montagne.

Questa piantumazione partecipativa avverrà sabato 5 settembre, giusto?
“Inizialmente si voleva farla a giugno anche perché la primavera è il momento ideale per la piantumazione ma a causa del Covid abbiamo dovuto rimandare e quindi lo facciamo questo sabato. Anche perché tutto sommato siamo ancora in tempo con le tempistiche naturali per trapiantare delle piante”.

In cosa consiste il progetto e come si svolgerà?
“L’idea è che i cittadini comuni, quelli non proprio avvezzi al lavoro, abbiano la possibilità di piantare alberi in alcune zone colpite dalla disastrosa tempesta Vaia del 2018. È un’occasione per sensibilizzare le persone alle tematiche del cambiamento climatico ma anche a temi come l’equità intergenerazionale. Noi giovani abbiamo la responsabilità di piantare alberi per le generazioni che verranno, quelle che non sono ancora nate. Sabato divideremo i partecipanti in alcuni gruppi anche perché causa Covid non possiamo essere tutti attaccati. Faremo un’introduzione sull’importanza di piantumare e l’importanza che ha il bosco per noi poi pianteremo fisicamente delle piantine forniteci dall’Ispettorato forestale a Malga Lager che è una zona di protezione, cioè dove il bosco funge da protezione nei confronti di alcune infrastrutture”.



Da chi e come nasce l’idea?
“Da due amici che fanno parte del gruppo South Tyrol Plants che, dopo aver visto la distruzione della tempesta Vaia che aveva colpito le nostre zone, si sono chiesti cosa potessero fare. Parlando poi con l’Ispettorato forestale è emerso che tanti avevano il desiderio di contribuire al ripristino delle risorse naturali del territorio. Hanno, quindi, pensato di organizzare un evento, aperto alla popolazione, dove ci si potesse mettere in gioco per ricostruire il bosco. Una cosa che mi piacerebbe sottolineare è che il bosco non ha necessità del nostro intervento per rinascere, le zone dove viene rimboschito è perché c’è necessità, dato che sono boschi di protezione. È un evento dove si vuole lanciare un messaggio a una popolazione attenta e attiva a queste tematiche”.

Come possono le persone aderire e aiutare in questo progetto?
“Abbiamo un sito web SouthTyrolPlants.org dove potevano iscriversi. Ora abbiamo chiuso le iscrizioni perché a causa del Covid abbiamo deciso di avere un massimo di 70 partecipanti. Le piantine sono state fornite dalla Guardia Forestale e noi, come gruppo, non abbiamo avuto enormi spese. Non ci sono soldi che girano, l’iscrizione non è a pagamento o non bisogna fare donazioni per piantare il proprio albero. Pianteremo 500 piantine, ci saranno anche dei bambini che pianteranno il loro albero, mentre qualcun altro ne pianterà più di uno. Dato che per quest’occasione abbiamo già chiuso le iscrizioni, invito chi è interessato a tenere “alte le orecchie” perché probabilmente in primavera organizzeremo un evento simile”.



L’importanza del bosco per l’uomo?
“Il bosco è un ecosistema di per sé molto complesso che funge a varie funzioni e per l’uomo ha un’alta importanza. Dalle cose banali come l’emissione di ossigeno, intrappola Co2, produce legname, quindi abbiamo anche un valore economico ma ha anche funzioni protettive. Nel senso che può proteggere le nostre infrastrutture da eventi come le frane, l’erosione del suolo, le valanghe. Ospita molta biodiversità, quindi è un ecosistema molto ricco in termini di servizi. Servizi ecosistemici, ovvero i servizi e i beni che l’uomo riceve da qualsiasi ecosistema per il proprio benessere personale”.

Un messaggio per chi vuole partecipare in primavera?
“Invito tutti coloro che vogliono sentirsi parte della storia del nostro territorio a partecipare all’evento che probabilmente si terrà in primavera. L’invito è rivolto a tutti e a coloro che sono sensibili a queste tematiche e vogliono condividerle con persone con i loro stessi interessi”.

Stefano Rossi

Foto Pikist