Bolzano, scontro Casapound-Svp sull’alzabandiera alla festa di Don Bosco

BOLZANO. La bandiera italiana divide la Circoscrizione Don Bosco. Accesa riunione ieri sera (mercoledì 10 aprile) con scintille tra il consigliere di Casapound Michael Sini e il collega dell’Svp Hannes Unterhofer. Ad accendere la miccia è stata la proposta di inserire nel programma della festa “Don Bosco Solidale”, prevista per dal 31 maggio fino al 2 giugno, un momento di celebrazione della Festa della Repubblica con l’alzabandiera. “Sarebbe stata organizzata dagli Alpini – puntualizza Sini – all’interno del parco delle Semrurali. Un momento di condivisione dei valori importanti che sono fondamento della nostra Nazione. Unterhofer ha ritenuto questo momento una provocazione militare lamentando che la bandiera sarebbe rimasta esposta tutto il giorno. Persino l’organizzatore della festa era incredulo. Ho perso le staffe perché questo è troppo e noi l’alzabandiera, il 2 giugno alle 9.00, lo faremo lo stesso”.

Il piano della discussione non era esattamente quello – replica Unterhofer – e non mi piace esasperare i toni. Non ho mai detto di essere contrario a fare una funzione per la Festa della Repubblica ma già l’anno scorso avevamo chiesto qualcosa di più soft rispetto all’alzabandiera. Avevamo risolto con una persona che suonava l’inno con la chitarra sul palco con i colori italiani e la gente che si alzava per cantare senza che nessuno abbia detto nulla”. Il ritorno dell’alzabandiera ha irritato la Stella Alpina. “Si tratta di una funzione prevalentemente militare che viene fatta nelle caserme. Ci sarà un motivo se nemmeno il Comune la prevede nelle sue celebrazioni. Bisogna avere rispetto degli altri gruppi linguistici. Mi sono sentito dire di trasferirmi al nord qualora non fossi stato d’accordo da chi si è autodefinito fascista in un luogo istituzionale”. Lo scontro etnico si è poi spostato su tutto il piano organizzativo. “Ho chiesto all’organizzatore se i manifesti e il moderatore fossero stati completi della lingua tedesca. Nulla di tutto questo. Non dobbiamo soffiare sul fuoco delle possibili tensioni pericolose per la convivenza. Ho solo chiesto quello. La festa ci sarà comunque, senza il bisogno di riempirla di significati politici

Alan Conti

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