Bolzano, sarà liberato il campo nomadi di via Maso della Pieve

BOLZANO. Lo storico campo nomadi che si trova all’altezza del civico 9 di via Maso della Pieve a Bolzano sarà liberato. Quella che era un’intenzione del Comune di Bolzano già nell’ottobre 2013 potrebbe diventare realtà sei anni dopo. Seppur partendo da presupposti e conseguenze differenti. A lavorarci da diversi mesi è l’assessore alle politiche sociali Juri Andriollo che avrebbe trovato la quadra di una situazione complicata vista la coabitazione delle famiglie sinte Rösch e Ferrari. Secondo un censimento redatto recentemente da Alto Adige nel Cuore si tratterebbe di 6 nuclei famigliari composti da quattordici persone. “Saranno tutti spostati all’interno di appartamenti sociali – spiega Andriollo – e con i Rösch abbiamo già trovato l’accordo totale mentre con i Ferrari stiamo sistemando le ultime questioni. Nel giro di un anno mi piacerebbe gettare le basi per una nuova progettazione della zona”. L’obiettivo vero, in realtà, non è tanto liberare una microarea ormai insediata da moltissimi anni ma rilanciare il maso ormai cadente che le è vicino. Di proprietà provinciale quelle mura per Andriollo sarebbero perfette per farne la nuova Casa delle Associazioni. “A mio parere sarebbe una bellissima soluzione, ne ho parlato con l’assessore provinciale alla cultura italiana Giuliano Vettorato”. Lo stesso Vettorato, tuttavia, raffredda questa ipotesi pur caldeggiando il possibile rinnovo dell’edificio. “Stiamo lavorando da settimane alla nuova Casa delle Associazioni e abbiamo individuato una struttura più idonea che annunceremo quando tutto sarà definitivo. Resta, però, l’apprezzabile lavoro di Andriollo per un luogo che può essere valorizzato. Nel momento in cui sarà liberata la zona e si metterà mano alla progettazione dei lavori saremo assolutamente disponibili a sederci ad un tavolo a ragionare su come renderlo il più attrattivo possibile per i cittadini”.

Già nel 2013, come scritto, gli assessori Maria Chiara Pasquali e Luigi Gallo avevano cercato un accordo con le famiglie sinte per spostarle e costruire un condominio Ipes da 32 alloggi. La prospettiva, però, era quella di trovare una microarea evitando la sistemazione in appartamento. La famiglia Ferrari aveva assicurato di avere ormai in pugno un terreno alternativo ma poi non se ne fece nulla e, anzi, nel 2018 la stessa amministrazione comunale si fece carico dei lavori di miglioria della recinzione di pertinenza del campo. Ora, forse, la svolta.

Alan Conti


Il video del giorno