La leggenda della Madonna nel Duomo di Bolzano

La Madonna nel Duomo di Bolzano ha una leggenda particolare che la lega a un carrettiere molto devoto. Non tutti la conoscono eppure riguarda un simbolo della città

Le immagini del Duomo di Bolzano

Il Duomo di Bolzano è oggi una delle mete artistiche più conosciute di tutto l’Alto Adige. Nel corso dei secoli è stato ampliato, abbattuto e ricostruito più volte, fino ad arrivare allo splendido edificio che è oggi. Una volta entrati, nella cappella dell’abside si può notare la presenza di una statua risalente al XII secolo, raffigurante la Madonna. Si verrebbe a considerarla cosa di relativa importanza, se paragonata al resto dell’edificio tuttavia ad essa è legata una leggenda.

Le campane del Duomo di Bolzano

IL RICHIAMO AL CARRETTIERE

In una notte di molti anni fa un carrettiere proveniente da Bronzolo stava tornando a Bolzano (peraltro unica città con un patrono fantasma) dopo aver scaricato un carico di legname. All’epoca, infatti, il piccolo paese era il punto di partenza delle grandi chiatte fluviali che solcavano l’Adige. Era notte e il carrettiere proseguiva lentamente per la sua strada sonnecchiando, cullato dal dondolio del carro. Ad un certo punto si trovò a dover passare in mezzo ad una palude quando, all’improvviso, sentì un flebile richiamo. Si guardò intorno ma non vide nessuno. Pensando di aver sognato, stava per rimettersi in cammino quando gli giunse all’orecchio un’invocazione: “Carrettiere, ti prego, tirami fuori da qui”. Perplesso, l’uomo cominciò a cercare nei dintorni dirigendosi verso la direzione da cui sembrava arrivare la richiesta d’aiuto. Dopo aver camminato per un po’ tra il fango e i canneti, vide un luccichio provenire da un mucchio di foglie. Subito si avvicinò e, commosso e tremante, raccolse una statuetta di pietra, alta circa 60 centimetri, raffigurante la Madonna che tiene in braccio Gesù Bambino.

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UN RIPARO PER LA MADONNA

Dopo aver ripulito la statua il carrettiere cominciò a chiedersi cosa farne: avrebbe tanto voluto metterla al sicuro. Si guardò intorno ma non vide altro che la strada paludosa e la campagna. Alla fine decise di costruire un piccolo riparo per la statua. Tornò al carro e in fretta e furia raccolse pietre e legname. Dopo aver costruito un piccolo tabernacolo, vi ripose dentro la statua e ripartì, stanco ma felice, per ritornare a casa. In seguito, sul luogo dove il carrettiere costruì il riparo sorse una piccola cappelletta, dove venne riposta la statua della Vergine, che venne in seguito chiamata “Madonna della palude”.

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L’ARRIVO DELLA MADONNA IN DUOMO

Stando a quanto riporta il professor Nicolò Rasmo, che negli anni ’50 ricoprì la carica di Sovrintendente ai Monumenti e alle Gallerie per le province di Trento e Bolzano, le immagini scolpite della Madonna godettero di grande venerazione presso la popolazione della regione nel corso dei secoli. Spesso venivano portate in processioni anche in caso di guerre o di calamità e non è raro che dietro ad essa nascano numerose leggende. La statua venne trasferita in numerose altre chiese nel corso dei secoli fino ad arrivare ad essere collocata nel Duomo. Riuscì anche a scampare ai bombardamenti degli Alleati visto che fu prudentemente portata in salvo prima che le bombe colpissero l’edificio. Ultimati i restauri, nel 1960 la statua fu felicemente ricollocata nel Duomo e da allora è ancora lì, pronta ad accogliere turisti e fedeli.

Samuel Girolametto

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