Bolzano, la palestra che sfida l’ordinanza provinciale: “Apro perchè la chiusura non riguarda noi”

BOLZANO. Palestre chiuse dalla nuova ordinanza della Provincia ma serrande alzate alla “Train To Smile” di via dei Vanga a Bolzano. Una situazione surreale durata circa un’ora ieri mattina in Centro nel capoluogo altoatesino che molti hanno interpretato come protesta.  “Nessuna protesta – ribatte il titolare Max Rugolo – perché io sono convinto di avere le norme dalla mia parte. Chiaro, non condivido nulla dell’atteggiamento del governo e della Provincia verso le palestre ma l’ordinanza del presidente Arno Kompatscher parla chiaro”. Esatto: chiude le palestre. “Sì ma leggiamo anche la versione tedesca dove parla di Turnhalle. Le Turnhalle non sono le aree fitness ma le palestre come quelle scolastiche. Due aspetti differenti. Per questo ho aperto e sto valutando di farlo anche domani (oggi per chi legge)”. Rugolo, tuttavia, ieri all’arrivo della polizia municipale ha chiuso subito l’attività. “Non mi hanno sanzionato e sono stati molto gentili. Per rispetto a loro ho chiuso ma forse ho sbagliato perché ritengo di essere nel giusto. D’altronde quando i Nas dei carabinieri hanno analizzato l’altro giorno la mia palestra non hanno trovato nulla di irregolare”.



Al di là delle interpretazioni linguistiche emerge comunque il fastidio verso decisioni considerate ingiuste da Rugolo. “Ci hanno fatto fare investimenti pesantissimi per garantire la sicurezza e ora ci chiudono. Io spendo circa 5.000 euro al mese per i dispositivi e le pulizie. Sono pronto ad esibire le fatture. Senza contare che ormai le persone sono terrorizzate e difficilmente vengono comunque in palestra. Queste chiusure non hanno alcun senso”.

Alan Conti

Foto Max Rugolo Facebook

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