Bolzano, la mamma di Liponi nel giorno del suo compleanno: “Viviamo di speranza e consapevolezza”

BOLZANO. “Oggi Andrea compie/compirebbe 35 anni”. In quell’oscillare tra presente e condizionale Mariella Spadotto ci racconta un giorno che, per lei e il marito Livio Liponi, non potrà mai essere come tutti gli altri. E’ il compleanno del figlio Andrea Liponi, scomparso nella notte tra l’8 e il 9 giugno nella zona di Sirmiano. Un anniversario che, in questo 2021, arriva in un momento particolare per Bolzano e i suoi scomparsi con la vicenda dei coniugi Neumair che ha acceso un riflettore nazionale sulla città.

Che giornata è per voi il compleanno di Andrea?

“Sempre speciale. E complicata. Ogni 8 febbraio e 8 giugno facciamo in modo di parlare di Andrea ricordandolo anche con funzioni pubbliche. Ieri pomeriggio c’è stata la la messa nella Chiesa dei Domenicani celebrata da don Paolo Rizzi. La mia fortuna è che sono molto religiosa e, per quante cose brutte mi possano accadere, ho sempre un raggio di speranza dentro di me”

Anche di ritrovare Andrea?

“La speranza non deve né può morire mai. Poi, però, dobbiamo anche fare i conti con il pensiero più razionale”

Proviamo ad affrontarlo. Anche se doloroso.

“Andrea aveva avuto problemi di salute prima della scomparsa. In questi mesi siamo arrivati a maturare l’idea che difficilmente possa essere riuscito a sparire da solo senza l’aiuto di nessuno. Curarsi diventa molto complicato se non si hanno delle certezze istituzionali e degli appoggi solidi. Abbiamo consapevolezza che Andrea possa non esserci più. Che la sua storia possa essere finita già quella notte a Sirmiano”

Si è fatta un’idea sul perché non sia mai stato trovato?

“Crediamo non sia stato cercato con sufficienza nelle ore immediatamente successive alla scomparsa. Le battute di ricerche sono state di tre mezze giornate. Solo dopo mesi, grazie anche all’insistenza dell’associazione Penelope che oggi rappresentiamo in regione, ne sono state organizzate altre. Diciamo che c’è stata meno ostinazione rispetto a quanto fatto in questo mese per Peter Neumair e Laura Perselli. Non è una recriminazione ma una constatazione. Mi rendo conto che l’eco complessivo della vicenda sia diversa”

Come ha vissuto questa vicenda?

“Con dolore per la famiglia e garantendo la massima disponibilità attraverso l’associazione Penelope. Tramite il commissariato di governo abbiamo offerto il nostro appoggio per qualsiasi aspetto: da quello psicologico al legale. I famigliari hanno poi fatto le loro scelte ma per noi era importante esserci e farglielo sapere”



L’altro giorno il ritrovamento del corpo di Laura Perselli. Un passaggio psicologicamente molto duro.

“Sono anni che, come Penelope, chiediamo alla Provincia di Bolzano di imporre la presenza dello psicologo di emergenza in tutte le fasi di ricerca scomparsi. Una figura che è prevista nei protocolli di altri territori nazionali. Qui viene considerata un’eventualità non imposta. Le difficili implicazioni di questo ritrovamento rendono evidente l’importanza di un simile professionista sul posto. Per la famiglia ma anche per i soccorritori. Una notizia del genere è difficile da gestire per chi ha un figlio scomparso ma ho provato sia dolore sia sollievo”

Per la famiglia?

“Sì, potranno avere un luogo dove portare un fiore e piangere la scomparsa. Auguro loro di trovare presto anche il padre e di porre fine almeno al capitolo delle ricerche. Poi ci sarà la parte giudiziaria e qui credo che tutti dovremmo avere più cautela nel giudicare un ragazzo o le dinamiche interne di una famiglia. Non è necessario dire sempre tutto quello che passa in testa. Ci vogliono equilibrio e rispetto”

Mirella, la certezza (per quanto brutale) è sempre meglio dell’incertezza?

“Sì. Sempre”

Alan Conti

Foto Andrea Liponi Facebook


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