Bolzano, in piazza Erbe si ferma il tempo: le tre generazioni del laboratorio orologiaio Clementi

BOLZANO. È piuttosto curioso che là dove si riavviano gli orologi si sia fermato il tempo. Eppure è ciò che accade ogni giorno nel laboratorio d’orologeria Clementi in piazza Erbe a Bolzano. Primo piano del civico 24 con finestre affacciate sulle bancarelle. Il tic tac dei secondi scanditi dalle grandi lancette dei pendoli rasserena ed ipnotizza. Pare impossibile ipotizzare, a soli due metri da lì, concetti come movida o schiamazzi.

C’è pace nel laboratorio Clementi ma c’è soprattutto c’è una storia spessa come i quadranti degli orologi da salotto. Un amore per una professione che travalica le generazioni ma anche i cambiamenti isterici delle tecnologie contemporanee.  Con noi parla Christian Clementi, figlio di Otello Clementi e nipote di Guido Clementi: tutti orologiai, tutti a Bolzano. A Trieste hanno uno zio: manco a dirlo, orologiaio anche lui. “Mio nonno Guido era originario del padovano e dopo la guerra arrivò nel capoluogo altoatesino. Lavorava presso altri orologiai poi decise, nel 1959, di aprire un proprio negozio in via Brennero a Bolzano. Allora in città si contavano forse una quarantina di orologiai e lui si distinse nel lavorare gli orologi al quarzo. Ogni negozio specializzato aveva il suo professionista riparatore nel retro. Da lì a poco si decise di allestire in proprio il laboratorio di piazza Erbe con tutte le strumentazioni più all’avanguardia. Mio padre era piccolo ma già appassionato: destinato a rilevare tutta l’attività”.

E lei?

“Io ho iniziato nel 1990 a fare questo lavoro dopo aver concluso le Iti Galilei ed aver frequentato importanti corsi presso alcune fabbriche della Svizzera”

D’accordo ma la passione l’avrà avuta nel sangue molto prima. Qual è il suo primo ricordo tra gli orologi?

“Da bambino. Quando finivo scuola venivo al laboratorio e guardavo incantato mio nonno e mio padre lavorare con estrema attenzione a dettagli minuscoli. La precisione e la dedizione totale erano evidenti. E’ nato allora l’amore”

Un laboratorio che, comunque, è cambiato nel tempo…

“Fino a qualche anno fa ci occupavamo principalmente di assistenza ai negozi specializzati. Poi abbiamo deciso di virare in modo netto rivolgendoci al mercato privato. Una bella sfida. Oggi però le persone che ci chiedono di restaurare o riparare orologi d’epoca antichi ma anche moderni delle marche più prestigiose. D’altronde anche l’orologio è passato dall’essere un oggetto di utilità immediata a prodotto più emozionale”

In che senso?

“Oggi l’ora la possiamo leggere in molti modi: dallo smartphone allo smartwatch abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Eppure possedere un orologio di qualità rimane per tanti un qualcosa di diverso. C’è chi lo considera un accessorio o chi lo custodisce come un ricordo tramandato di generazione in generazione. Quindi con un valore affettivo sconfinato. Per altri ancora è un oggetto di culto: da collezionismo oppure da abbinare con scientifica attenzione all’abito che si usa”

Ma saranno pochi…

“Affatto. Abbiamo tantissimo lavoro. Fortunatamente sono molti più di quelli che ci si possa immaginare. Sono diventati molto rari, invece, gli orologi da taschino o i pendoli. Persino le sveglie non se la passano benissimo”



E’ complicato reperire i pezzi di ricambio di orologi che sono antichi?
“A volte non è facile ma fortunatamente abbiamo ancora un magazzino ben fornito. Può capitare, tuttavia, di utilizzare torni e frese per ricostruire qualche componente ormai introvabile. Siamo anche qui nel campo della precisione massima su dimensioni molto piccole”

Quanto ci impiega a smontare e rimontare un orologio?
“Quando lo lubrifichiamo in ogni sua parte, passaggio che andrebbe fatto ogni 4 anni, arriviamo ad impiegare anche 4 ore per smontarlo e rimontarlo. Ad essere veloci. D’altronde bisogna pensare che è formato da ponti, ruote, leve, ingranaggi e pezzi minuscoli che lavorano sotto sforzo 24 ore su 24. Tutto deve incastrarsi alla perfezione. Un po’ come una storia capace di attraversare tre generazioni”.

Alan Conti

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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