Picarella: “Bolzano è viva e il Deejay Time sarà una scossa”

Miki Picarella è uno degli event manager più famosi in Trentino Alto Adige. Con lui ragioniamo del futuro del settore sul territorio tra il grande concerto di Vasco Rossi e l’arrivo del Deejay Time in Tour a Bolzano

Miki Picarella durante una delle serate organizzate in Brasserie

Bolzano è viva, forse negli ultimi anni più di quanto non lo sia mai stata. Il concerto di proporzioni giganti di Vasco Rossi a Trento ha riacceso qualche piccola scintilla campanilistica ma il capoluogo altoatesino, anche senza portare 120.000 persone, si sta in parte affrancando dalla città fredda con chiusura nel tardo pomeriggio. A casa. Niente di trascendentale ma anche niente di sottovalutabile.

Il concerto di Vasco Rossi a Trento

Chi da anni aziona parte di questo timone di cambiamento è Miki Picarella che per la nightlife cittadina fa tante cose e che possiamo sintetizzare (forse banalizzando) in event manager. E’ sua la firma su uno degli appuntamenti di maggiore richiamo dell’estate bolzanina: l’inizio del tour del Deejay Time, immersione nella musica anni 90 in collaborazione con M2O e Radio Deejay. In consolle, come in pochissimi non sanno,  i quattro deejay che hanno scritto la storia della radio e della discoteca italiana: Albertino, Fargetta, Prezioso e Molella. Qui i biglietti.

La locandina del Deejay Time a Bolzano

Cerchiolino rosso sul calendario il prossimo 11 giugno con bussola emotiva puntata sulla Brasserie 1857 in Fiera a Bolzano. Sì, il tempio del #theplacetobe per l’aperitivo del giovedì che è uno dei mattoncini di questa rinnovata vitalità cittadina. Senza contare gli appuntamenti del Philiaz a Caldaro (conosciuto in passato come Weinstadel).

Facciamo una cosa poco originale: parliamo del concerto di Vasco a Trento.

“Molto importante. Un segnale forte che non dobbiamo lasciarci sfuggire né noi players né le istituzioni. Siamo una regione capace di organizzare appuntamenti di altissimo livello attraendo grandi masse e show di dimensioni impattanti. Lo abbiamo visto anche a Bolzano con l’Adunata degli Alpini 2012”

L’Adunata degli Alpini a Bolzano nel 2012

Qualcuno ha parlato di turismo mordi e fuggi poco utile con i fan del Blasco

“Io credo che show così grandi, con un importante spostamento di persone da altri luoghi verso la regione, possano sempre rappresentare un volano per forme di turismo anche meno abituali. Non spetta a me, però, dire quanto e se questo sia essenziale allo sviluppo del settore non occupandomi di marketing turistico in modo diretto.

Dal canto vostro voi avete sparato il botto del Deejay Time il prossimo 11 giugno. Perché proprio loro?

“Perché la musica dance anni ’90 è aggregazione, voglia di stare insieme e, adesso, anche riferimento generazionale per chi ha vissuto quell’epoca. Dall’altra parte ci siamo accorti di come si tratti di un’offerta capace di aver presa pure sui giovani. Riusciamo così a creare un ponte tra tutte le età. Mi piace sempre proporre spunti di unione oltre qualsiasi barriera, anche anagrafica. Proprio per questo sarà anche un evento che inizierà alle 18 e non sarà prettamente notturno”

Forse il battesimo più emozionante per il  neonato space H1 della Fiera di Bolzano.

“Ci sono già state altri appuntamenti di vario tipo in queste settimane. Di certo, dopo la pandemia, si tratta di una location dal forte significato simbolico perché nuova. Identificabile con un mondo che ha comunque sempre voglia di rilanciarsi. Mi passi la metafora un po’ retorica: quasi una piccola fenica capace di nascere dalle ceneri di un momento di chiusura molto difficile per tutti noi. Portarci uno spettacolo che attinge a piene mani dal passato rende tutto questo più unito e ancora più iconico”

I costi organizzativi sono alti?

“Le dico che è una bella sfida proporre eventi di così alto livello a fronte di capienze che sono per forza limitate. Ecco, in questo il concerto di Vasco Rossi parte da basi differenti”

Il Deejay Time alla festa di Radio Deejay a Bologna

Torniamo a ragionare a livello generale: la stagione estiva 2022 sarà quella del rilancio?
Difficile dare sentenze su rilanci visto il momento storico e non spetta certo a me dirlo. Posso, però, riportare la mia esperienza personale: vedo una grande, grandissima voglia di aggregazione, divertimento, stare assieme e spensieratezza. Sarà banale dirlo ma dopo gli ultimi anni e mesi ne abbiamo tanto tanto bisogno

Dopo un 2020 complesso, il 2021 come è stato?
Egualmente complesso: la situazione pandemica rendeva molto difficile lo svolgimento di eventi, lo stare assieme. C’era molta insicurezza. Spesso anche con regole poco chiare e francamente assurde e difficili da fare rispettare agli avventori. Più delle chiusure a tagliare gambe è proprio quando cammini in bilico tra il certo e l’incerto con forti possibilità di progettare il nulla e sul nulla. Non è un caso che l’economia patisca nelle situazioni senza orizzonti chiari. Vale anche per gli eventi e l’entertainment

Picarella alla discoteca bolzanina Mirò

In media quanto può costare un evento in una realtà come quella di Bolzano?
Non ci sono indicazioni precise o tabelle: dipende dalla dimensione, dal luogo e da ciò e chi si vuole raggiungere.

Si punta più ad eventi “esclusivi” rispetto al passato?
Quando leggo di eventi esclusivi mi viene sempre da sorridere. Cosa significa esclusivo? Tutto dipende dal target che si vuole raggiungere e coinvolgere.  Anche qui non esiste una risposta univoca ma molteplici fattori. Ciò che deve essere garantito sempre è la sicurezza dei partecipanti ed un certo livello di qualità dell’offerta in ogni suo aspetto ma il resto sono molteplici declinazioni possibili. Dal beverage al food passando per l’intrattenimento musicale: un evento ben riuscito è come un violino ben accordato. Ogni corda deve essere perfetta e suonare in armonia con le altre secondo un preciso spartito del direttore d’orchestra. Ognuno ha il suo compito e un obiettivo da raggiungere.

E lei è il direttore d’orchestra?

Lo staff è il direttore d’orchestra. Si vince e si perde sempre tutti insieme. Di squadra.

Ci racconta la parte più difficile del suo lavoro?

Trovare collaboratori giovani e motivati che abbiano voglia di crescere e mettersi in gioco ma anche di sacrificare parte del proprio tempo libero allo scopo. L’aspetto economico e i soldi sono importanti (sarei ipocrita a negarlo) ma non dimentichiamo il tempo. E’ ricchezza che offriamo ad altri e ad uno scopo: cerchiamo sempre di valorizzarlo al meglio.

Immaginiamo la tensione prima dell’evento…
Il lavoro è tantissimo prima dell’evento, ma non creda che finito tutto sia più semplice. Ogni passaggio è delicato e richiede il suo grado di attenzione

In Alto Adige è più complicato creare eventi?
Il pubblico in Alto Adige è più pretenzioso che in altre parti d’Italia, non ci piove

E’ un limite?

E’ una sfida giornaliera e più probante nel cercare di soddisfarlo costantemente. Oltre al fatto che abbiamo una difficoltà linguistica che è ancora, purtroppo, diffusa a presente.

Una convivenza difficile?

Non dico questo. Intendo proprio alcune distanze pratiche nel conoscere la lingua gli uni degli alti. Non culturali, sociali o, peggio, di schieramento: banalmente pratiche nell’interloquire. Personalmente, essendo di madrelingua tedesca, cerco di creare sempre situazioni di incontro anche tra le due culture. Ritengo che un evento ben riuscito debba essere una sintesi riuscita tra le tre lingue della nostra terra. E anche una spruzzata di inglese non ci sta mai male. Stare insieme è portare tutti qualcosa in più, non cercare di far sì che gli altri abbiano qualcosa di meno. Io ragiono così

La competizione in questo settore si è fatta più serrata?
Personalmente non vedo competizione tra altri organizzatori, almeno non valuto la concorrenza come tale. Va fatto un ragionamento globale: più situazioni, serate, eventi ci sono, più persone escono. La nostra vera sfida è creare un’abitudine nei bolzanini al varcare la porta di casa alla sera. Più persone remano in quella direzione più andremo tutti al largo in questo mare. Poi sarà il cliente a scegliere dove andare, in base ai propri gusti ed alle proposte del mercato ma se si crea la cultura dell’evento allora ne beneficeremo sempre tutti

La location più bella in cui ha organizzato un evento?
Domanda trabocchetto – ride – dove ogni risposta è scivolosa. Scherzi a a parte, ogni location trasmette un’emozione ed un fascino diverso: non mi sento di stilare una classifica e nemmeno l’avrei. Ogni luogo, poi, può essere adatto ad un evento e meno ad un altro. In termini assoluti non esiste una demarcazione precisa. E’ il sorriso sul volto dei partecipanti che ti fa capire se sei riuscito o meno a trasmettere qualcosa, un emozione o un ricordo. Se portano a casa quello puoi anche essere nel cortile di casa tua ma la location è stata perfetta

Miki Picarella

Molti associano eventi come il Deejay Time o gli aperitivi alla discoteca ma forse siamo ormai un passo oltre: la nuova sfida è aggiungere significati e poliedricità agli eventi…
La discoteca è un classico e rimarrà sicuramente punto d’incontro negli anni a venire, magari per un pubblico più giovane.  Attenzione, però, che anche la discoteca sta cambiando: specie nelle località turistiche i locali si stanno evolvendo sempre più in punti d’incontro ed aggregazione. Anche ad orari diversi. Dei luoghi più “pieni”. Di tante cose. Questo determina che anche gli eventi riescano a coprire uno spettro di valori e riferimenti più ampio rispetto a qualche anno fa.

L’intrattenimento è un asset di business, dove lo collocherebbe in Alto Adige?
Difficile trovare un collocamento vero e proprio, in quanto spesso è un’attività che si associa ad altre: mi viene in mente su tutti proprio il turismo e la nostra provincia vive di turismo. Sicuramente il focus globale in questo momento è la sostenibilità e questo vale, a maggior ragione, per gli eventi o l’intrattenimento. Basta guardare che titanico lavoro green ha messo in piedi Gardaland, l’srl di intrattenimento più corposa d’Italia, allestendo sostanzialmente un centro di smaltimento rifiuti interno. Una grossa parte degli eventi proposti in Alto Adige, comunque, sono eventi culturali enogastronomici legati al territorio: avevamo già questa inclinazione. Certo è che il settore dell’intrattenimento genera un indotto non indifferente e crescente. Quello che sta cambiando repentinamente, forse, è l’offerta di posti di lavoro che crea. Enorme.

L’intervista di Bz News 24 a Picarella durante il lockdown

Chiudiamo con qualche suo progetto per il futuro?

Progetti veri e propri non ne ho ma punto sempre lo sguardo avanti per cogliere occasioni future: magari nuove location, dove creare situazioni da fare conoscere alle persone. Sono sempre work in progress”

Tanto non ci avrebbe mai annunciato un grosso evento tra una domanda e l’altra…

“Voi per primi mi insegnate che il timing delle notizie è fondamentale”.

E saluta sorridendo.

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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