Bolzano, croce celtica per ricordare Recchioni in zona industriale

BOLZANO. Una croce celtica per ricordare Stefano Recchioni, militante della destra sociale del Gruppo Colle Oppio ucciso a Roma due ore dopo l’attentato in via Acca Larentia il 7 gennaio 1978. Lo striscione irregolare con la scritta nera in campo bianco firmato “I Camerati” è comparso in via Toni Ebner nella zona industriale di Bolzano sul muro dell’azienda Sitta Marmi. E’ stato posizionato per l’anniversario dell’attentato che vide i brigatisti togliere la vita agli attivisti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta fuori dalla sede romana del Movimento Sociale Italiano.

La fine di Recchioni, chitarrista del gruppo di musica alternativa Janus, ha una storia controversa. Il giovane fu colpito da un proiettile in fronte mentre si trovava in ginocchio dopo aver ricevuto una scarica di lacrimogeni sulle gambe. Erano in corso degli scontri con i carabinieri dopo che molti militanti di destra scesero in piazza per protestare contro l’attentato di due ore prima. Inizialmente accusato di aver ucciso Recchioni fu il capitano dell’Arma Edoardo Sivori che, nel 1983, venne prosciolto perché il proiettile non sarebbe stato compatibile con la sua pistola d’ordinanza. A ricostruire la vicenda fu il giudice istruttore Guido Catenacci.

Sull’assassino di Recchioni, dunque, è sempre rimasto un alone di mistero con qualcuno che lo individua nelle frange brigatista Secondo questa ricostruzione qualche terrorista sarebbe tornato sul luogo dell’attentato per alimentare una spirale di tensione e violenza tra i movimenti di destra e le forze dell’ordine. (a.c.)


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