Bolzano, Benno parla dal carcere: “Sempre offeso dai miei genitori nel confronto continuo con mia sorella”

BOLZANO. “Quando ho ucciso mio padre e mia madre ero fuori dalla realtà”. Benno Neumair ha rotto il silenzio e ha deciso di parlare dal carcere di Bolzano ad AdnKronos. “So bene che è difficile vedere riconosciuta la totale incapacità di intendere e di volere e so che nulla, nemmeno il fortissimo pentimento, mi risparmierà la pena lunga che ho appena iniziato a scontare. È ora, però, che si conosca anche la mia verità”.
Benno ha raccontato della sua vita in carcere: “C’è chi sta bene, tutto sommato, dietro le sbarre. Io no. Non sto affatto bene, sono disperato. Non faccio più attività fisica, leggo molto (in particolare libri di viaggi) ma non gialli. Oscillo tra momenti di profonda tristezza e frammenti di vita normale con i miei compagni di cella. Trovo conforto dai colloqui con lo psicologo ma fatico ancora a comprendere perché ho fatto quello che ho fatto. Cerco di cancellare il 4 gennaio dalla mia mente e non capisco quel blackout. Mai ho pensato di uccidere qualcuno, men che meno i miei genitori. Mio padre mi ha svegliato in modo brusco insultandomi ma io soffro di un disturbo da risveglio aggressivo. Non ci ho visto più e ho preso un cordino strangolandolo. Poi mi sono addormentato a fianco al suo corpo. Poi mi ha svegliato la chiamata al telefono di mia madre che mi annunciava il suo ritorno a casa e le chiavi nella toppa. Ho strangolato anche lei senza che nemmeno facesse in tempo ad accorgersene”.
Quando il discorso passa ai genitori Benno si rabbuia: “Mio padre diceva che non valevo niente, al contrario di mia sorella che sarebbe tutto quello che un genitore possa desiderare. Mia madre mi offendeva sempre. Sono andato via da casa già nel 2010 per le liti continue. Stufo di essere sempre paragonato a mia sorella. Ero tornato a vivere con loro dall’Austria solo a causa del Covid non avendo alternative”.

Alan Conti