Bassa Atesina, gravi danni ad uva e mele dopo la grandine

BOLZANO. La grandinata dell’altro giorno ha messo in ginocchio parte delle coltivazioni di uva e di mele in Bassa Atesina. Le raffiche furiose e diagonali delle precipitazioni hanno colpito al cuore ampie porzioni di vigne danneggiando in modo piuttosto pesante sia i frutti sia le foglie delle viti e dei meli. Pochi minuti che hanno irrimediabilmente condizionato il raccolto di quest’anno con conseguenze difficilmente riparabili in poco tempo. Una perduta meno impattante dal punto di vista economico dato che, fortunatamente, molti degli agricoltori della zona sono assicurati sui danni causati da eventi naturali.



Ad illustrare in modo dettagliato la situazione è il sindaco di Cortaccia Oswald Schiefer. “Purtroppo le precipitazioni di martedì sono state molto concentrate e molto forti. Il vento ha determinato delle folate violente che hanno scaraventato i chicchi di grandine contro i grappoli di uva sia verticalmente sia orizzontalmente. Normale che gli acini siano stati danneggiati velocemente. Grave, però, che anche le foglie ne siano uscite malconce: sono fondamentali per l’ossigeno necessario alla piena maturazione del frutto. Nelle situazioni più compromesse, dunque, diventa difficile immaginare una vendemmia soddisfacente o anche solo sufficiente. In alcune coltivazioni del territorio, anche a Cortaccia, parliamo del 100% del raccolto sfumato. Il colpo si è fatto sentire”.



Se la sono cavata un poco meglio i meleti. “In questo caso le strutture delle reti antigrandine hanno consentito alle mele di difendersi meglio – conferma Schiefer – però anche in questo settore siamo di fronte ad aree dove i danni coprono il 60% del coltivato. E ancora siamo in una fase di stima dei danni perché è presto per fare un bilancio dettagliato. Ieri, oltretutto, è piovuto nuovamente in modo abbastanza regolare. Per fortuna in entrambi i settori mi risulta che molti contadini siano ampiamente coperti da assicurazione contro questa evenienza”. Insolito, inoltre, che le vigne ne siano uscite peggio rispetto ai meli. “Vero. Normalmente la conformazione delle foglie della vite permette una maggiore protezione del frutto e della pianta dalla grandine. La mela, invece, è più esposta per come cresce l’albero e anche per la dimensione (o la morfologia) del frutto. E’ anche per questo motivo che le reti antigrandine vengono posizionate preferibilmente a protezione dei meleti rispetto alle uve. In questo caso, però, il fenomeno meteorologico molto particolare ha ribaltato il rapporto proteggendo maggiormente la mela rispetto all’uva. Ci vorrà un po’ di tempo, però, per ripartire con una produzione normale”.

Alan Conti

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