Bar Galvani, Torchio e Carrettai richiamano la Provincia di Bolzano: “Aiuti subito, non in estate”

BOLZANO. Hanno deciso di metterci la faccia perché rappresentano dei locali simbolo della città di Bolzano. In rappresentanza di bar e ristoranti per guardare dritti negli occhi la Provincia e dirle che ora il rischio generale di chiudere è troppo alto. Se prima si scherzava con il fuoco ora le fiamme sono molto vicine. A farlo sono Drago Doderovic (Bar Galvani ed organizzatore di moltissimi eventi sul territorio), Ivan e Willy Waldner (Casa Al Torchio) e Stefano Sartori (Osteria dei Carrettai). E’ Doderovic a fare da portavoce di un concetto chiaro: “Gli aiuti della Provincia alla nostra categoria non possono arrivare in estate. Devono essere erogati subito altrimenti è una presa in giro. Affermare con tranquillità che arriveranno sui conti tra giugno e settembre significa non avere alcun contatto con la realtà. Lo sanno in giunta cosa stiamo attraversando? Lo sanno quanto siamo esposti? Forse la burocrazia può aspettare qualche mese. Noi no”. Quali sarebbero, allora, i tempi ideali per voi? “Posto che di ideale purtroppo in questo periodo non c’è nulla riteniamo che al massimo 4 giorni dalla presentazione della domanda siano più che sufficienti. Stiamo tutti affrontando situazioni emergenziali ma l’unico aspetto che non percorre mai vie emergenziali è la burocrazia. E’ incredibile. Siamo chiusi adesso, non a settembre. Avanti così c’è da chiedersi quanti ci saranno a settembre”. Una richiesta vibrante che attende una risposta. “Riteniamo che presidente o assessori debbano darci un riscontro. Se sarà negativo riuniremo tutte le categorie interessate ed inizieremo una protesta articolata e ampia. Qui siamo vicini al baratro: rischiamo di portare le persone sull’orlo di non avere nulla da perdere”.



Il rischio di chiusure irreversibili, dunque, si tocca con mano. “Lo dice la matematica” risponde lapidario Doderovic. “Non entro nei dettagli personali ma ci sono baristi e ristoratori che stanno vendendo immobili per far fronte alle spese fisse con fatturati azzerati. C’è chi non lavora proprio e chi è al 50% delle potenzialità. E’ evidente che, nelle situazioni migliori, servirebbero dei mesi al 150% alla riapertura. Fantascienza. Ecco perché gli aiuti servono adesso. Non a giugno”. Quanto ottenuto finora è una goccia nel mare. “In media quello che abbiamo ottenuto dai ristori generali copre forse l’8% delle spese vive rimaste esposte. Questa è la verità. Noi navighiamo in queste acque terribili e nelle conferenze stampa di giunta si parla di milioni di euro da destinare alle Olimpiadi per le gare di biathlon ad Anterselva. Io sono sportivo ma mi pare una presa in giro. Prima del biathlon pensiamo ai cittadini che rischiano. Disperati e senza locali ci godremo delle gare sportive eccezionali”.

Alan Conti

 


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