B17, il marchio bolzanino che conquista la moda e sfida la superstizione

BOLZANO. “Dimostrerò che il diciassette può essere un numero capace di far volare”. Giuseppe Martucci è un bolzanino dal sangue pugliese, determinato e coraggioso. E’ il creatore di un marchio che, da qualche mese, si sta affacciando con sempre maggiore decisione nel mondo della moda bolzanina, nazionale e internazionale: B17. Un logo circolare diamantato che ha radici profonde alimentandosi di una storia che è appassionante e incredibile. Un nuovo trend presentato l’altro giorno sul prestigioso palcoscenico del Pitti di Firenze.

Partiamo dal logo.

“L’ho disegnato io. La B è l’iniziale di Beppe e il 17 è il numero che mi identifica. In tutto e per tutto sono legato visceralmente a lui. Lo so, in Italia e non solo viene sovrapposto alla sfortuna ma io voglio essere il primo a costruire qualcosa di veramente unico collegato proprio al diciassette. I diamanti stilizzati che incorniciano il marchio, invece, servono a dare brillantezza e colpire ma si tratta solo di una delle possibili applicazioni. Ne arriveranno delle altre”

Che prodotti propone B17?

“T-shirt, leggins e stiamo già studiando nuovi sviluppi. Prima dell’aspetto commerciale, tuttavia, c’è una storia da raccontare attorno a questa scommessa. Tutto è nato da uno mio sfizio. Ho voluto disegnarmi la mia maglietta come fanno in tanti sul web. Mi sono disegnato il marchio e l’ho mostrato a qualche amico. Mi sono presto accorto che si trattava di qualcosa capace di catturare l’occhio così ho azzardato il pensiero di provare qualcosa di più grande”

Cosa?

“Una produzione su scala più sostenuta. Attraverso alcuni contatti mi sono confrontato con alcune aziende del tessile italiane prima in Toscana e poi in Puglia. Non riuscivo, però, a soddisfare il mio desiderio di qualità. E’ vero, si tratta di una maglietta ma io volevo un prodotto curato nel dettaglio e con un tessuto capace non buono. Ottimo. Ad un certo punto ero sconsolato”

Ha mollato?

Mah, no. E’ stato tutto un caso. Stavo rientrando a Bolzano quando sono uscito dall’autostrada per fare rifornimento a Bisceglie, provincia di Barletta. Le dirò la verità: mi sono letteralmente perso. Ad un certo punto arrivo in un vicolo cieco e davanti a me mi trovo una vecchia vetrina rappezzata con lo scotch. Al civico 17. L’insegna recitava “Confezioni” e, così, sono entrato. All’interno ho trovato una signora squisita cui ho illustrato la mia idea. Ha convocato tutta la famiglia e i collaboratori più stretti e in un clima davvero incredibile ci siamo messi a studiare quale tessuto scegliere e sperimentare senza nemmeno rendercene conto. Sono state anche fortunato perché uscivano da un periodo non facile a causa delle difficoltà dell’azienda uscente. Indovinate come si chiamava…”

Come?

“Seventeen”

Un destino insomma.

“Di più. Ad un certo punto ho ottenuto l’esatto tessuto artigianale che volevo ma rimaneva il problema della stampa. E le assicuro che non è un problema da poco. Ci siamo recati presso un’altra tipografia, sempre di Bisceglie, e anche lì ho trovato una disponibilità incredibile. Abbiamo studiato e sperimentato fino a ultimare un metodo di lavorazione basato sulla posa di sei differenti strati di colore. Volevo che il logo non perdesse mai di brillantezza e che fosse durevole nel tempo. Alla fine, nel modo più rocambolesco possibile, ho trovato esattamente il prodotto che volevo e ho inaugurato l’attività. Venerdì 17 maggio alle 17.17”

A quel punto è nata l’esigenza della commercializzazione.

“La parte più complicata perché conquistare il pubblico è la vera sfida. Grazie ad amici e collaborazioni di alto livello in Italia siamo riusciti ad arrivare all’interno di eventi esclusivi (come Pitti) e molti altri ci attendono nei prossimi mesi. La comunicazione social è in mano a professionisti del mestiere e il sito è nuovo di zecca. Ho la fortuna di essere amico del cantante Zucchero Fornaciari ed è sempre stato il primo ad incoraggiarmi in questa mia avventura. Incredibilmente il giorno che abbiamo firmato il contratto mi sono trovato in una stanza dove c’era la sua gigantografia: erano fan. Anche quello un segno del destino. Gli ho scritto subito e ci siamo fatti una risata.

Le prospettive adesso quali sono?

“Ho diversi operatori di settore, giornali specialistici e personaggi di spicco che si sono avvicinati interessati. Il marchio piace e sono contento. L’obiettivo, adesso, è la crescita per gradi con un brand che possa avere un piglio internazionale senza dimenticare mai le sue origini. La nostra città. Vorrei scrivere nel mondo una bella storia bolzanina. Ci vogliono molti pezzi e grande impegno ma i segnali sono buoni. Il mio 17 sarà sempre con me”.

Dopo averci regalato questa storia di coraggio, analisi e un velo di sana follia Martucci ci saluta e si alza dal tavolino del bar nel dehors. Ci indica il numero del tavolo che abbiamo scelto noi prima che arrivasse. Era il diciassette.

Alan Conti