App Immuni, un fallimento di Stato?

BOLZANO. Dall’analisi fatta oggi dei dati dei download si evince che mai come in questo periodo i cittadini che scaricano l’applicazione Immuni sono pochissimi. Ma dove sta il problema? Nella qualità del prodotto? Nella comunicazione e nella promozione all’utilizzo poco efficace? Dal processo da seguire per essere utilizzata in maniera ottimale? Approfondiamo la questione partendo dalle parole del commissario Domenico Arcuri che, durante una recente conferenza stampa, ha dichiarato che l’app è stata scaricata da più di 10 milioni di utenti, che non ha sortito dei buoni riscontri in termini di discovery dei contagiati e che lo strumento resta comunque necessario per tracciare il contagio previo un rapporto di mutua collaborazione tra l’app e chi la scarica. Il problema, però, non è imputabile ai cittadini ma al processo poco chiaro: c’è bisogno, per esempio, di persone che gestiscano il processo successivo alla notifica di contatto con i positivi. La realtà è che dopo aver ricevuto la notifica, medici di base ed Asl non hanno linee guida univoche e, nella peggiore delle ipotesi, contattandoli, si rischia di venir ribalzati a destra e a manca. Ma analizziamo i numeri: innanzitutto non sono stati superati i 10 milioni di download (come dichiarato da Arcuri) ma il dato che lascia parecchie perplessità è la percentuale di download su numero di abitanti (media nazionale 19,8%). In quei dati, infatti son compresi tutti i cittadini, anche coloro che hanno scaricato l’app su più dispositivi o che magari hanno cambiato smartphone dopo averla già scaricata e che di conseguenza hanno inflazionato questo dato.

 

Tralasciamo invece chi, spinto dalle campagne anti app Immuni, l’ha scaricata solo per recensirla in modo negativo. Sono tantissime, infatti, le recensioni con una stella che ricevono tanti like negli store Ios ed Android cui bisogna aggiungere il fatto che manca un contraddittorio. Nessuno degli sviluppatori o di chi gestisce la comunicazione, infatti, si è mai preso la briga di rispondere a tali recensioni. Insomma, parliamo di numeri fuorvianti e se ci si basa su questi dati potremmo parlare addirittura di errore clamoroso.

Sul sito GitHub repository immuni-app, invece, si evince che i download giornalieri oggi sono tra i 6 e gli 8.00o al giorno, rispetto agli oltre 250.000 download effettuati nel periodo del secondo picco del Covid-19 ad inizio ottobre.

Insomma, un insieme di problematiche hanno scoraggiato i cittadini all’utilizzo di questo strumento che, se gestito in modo diverso, avrebbe potuto portare a dei grandi risultati dal punto di vista del tracciamento. Per concludere, sarebbe stato utile un processo formativo, che ancora non esiste, per chi deve essere il tramite (medici di base ed Asl), come sarebbe utile saper leggere i dati in quanto. Oggi non si può sentir parlare oggi solo di comunicazione debole o di numero di download.

Angelo Liuzzi

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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