Ancora bufera Gazzini: “Il Pd sembra un’associazione a delinquere”. E i vertici della Lega non gradiscono…

BOLZANO.Il Partito Democratico più che un partito sembra un’associazione a delinquere”. Dopo l’ufficio immigrazione in questura accusato di puzzare l’ex candidato della Lega alle Europee Matteo Gazzini infila un’altra polemica social molto pesante. In un post sulla sua pagina Facebook attribuisce agli avversari politici gli scandali Consip, appalti di Stato, sanità, migranti e mafia capitale. Il Pd viene identificato come un esercito di indagati e di esponenti costretti a trovarsi un avvocato per difendersi. E’ l’accostamento finale all’associazione a delinquere, tuttavia, ad essere durissimo. Il Pd locale è sobbalzato sulla sedia quando ha letto le righe del candidato lasciato fuori dagli elettori dal parlamento europeo. Possibile che da piazza Domenicani arrivi una querela pesante.

Se la reazione del Pd appare scontata meno lo è il malcontento che sta montando, seppur sommessamente, tra i vertici della Lega per questo atteggiamento di Gazzini. Probabilmente galvanizzato dalle fiches che si trova in mano per la candidatura a sindaco di Bolzano, infatti, il giovane imprenditore sta usando i social per alzare continuamente l’asticella. Prima la puzza in questura (luogo che dipende dal Ministero dell’Interno, quindi da Matteo Salvini), poi il video di uno straniero nudo che fa jogging per Milano poi la bordata sul Pd e, a corollario, un’analisi delle prospettive della mobilità bolzanina in cui si auspica una galleria di 13 chilometri (lunga come il traforo del Frejus) per far transitare in un tunnel l’autostrada del Brennero da Bolzano Nord fino ad Ora. Il tutto mentre il vicepresidente della Provincia Giuliano Vettorato è riuscito a tessere una tela di diplomazia tra la Provincia, Laives e la Bassa Atesina proprio sulle modifiche al tracciato A22. Gli esponenti del Carroccio provinciale non hanno gradito un’escalation che alza i toni in modo scomposto ed espone la stessa Lega a qualche autogol concettuale. Uno stile che, considerando anche la fase di trattativa che si aprirà con l’Svp proprio in vista delle Comunali, potrebbe mettere in difficoltà il partito del centrodestra al tavolo di discussione. Di fronte ad un candidato sindaco così “aggressivo” su alcuni temi sensibili la Stella Alpina potrebbe spingersi verso le posizioni più moderate del Pd o del centrosinistra. Uno stile che è anche lontanissimo da quello di Christian Bianchi, altro possibile candidato forte per la corsa a Bolzano.

Gazzini ha già scelto lo stile della sua campagna elettorale, aggressiva e popolare. Non è detto che alla Lega piaccia.

Alan Conti