Alto Adige, poche sanzioni nel weekend ma i parchi sono incontrollabili

BOLZANO. E’ stato un weekend di controlli per i carabinieri sul territorio altoatesino per il rispetto delle norme contro la diffusione dell’epidemia di Covid 19. Le persone fermate sono state 1.500 e i veicoli un migliaio a fronte di appena 14 sanzioni. La maggioranza dei cittadini, dunque, si attiene alle regole imposte dall’ordinanza provinciale. Sotto la lente di ingrandimento, in particolare, Salorno. Nella mattinata di sabato, infatti, all’esterno di un bar sono state sanzionate 7 persone (5 donne e 2 uomini) che non rispettavano le distanze ed erano sprovviste dei dispositivi di protezione individuale. Altri due uomini di 53 e 79 anni, stavolta in serata, sono stati puniti per il mancato rispetto delle norme di distanziamento e protezione non essendo conviventi. A Bolzano, invece, un giovane di 21 anni è stato fermato in un luogo senza giustificazione e con sé aveva qualche grammo di marijuana. Sempre nel capoluogo due cittadini di 30 e 40 anni sono stati sanzionati perché in giro a tarda serata in Centro senza un valido motivo. Chiudono il quadro le due sanzioni a carico di due cittadini albanesi di 25 e 27 anni controllati a Laives ma residenti in altro comune. Anche loro si sono spostati senza una motivazione accettabile.

LE SANZIONI DELLA POLIZIA. Sono 12 le sanzioni elevate dalla polizia durante il weekend per il mancato rispetto delle norme di contenimento dell’epidemia Covid 19 a Bolzano. Sono tutte collegate al mancato rispetto dell’orario di coprifuoco notturno. I poliziotti hanno colpito chi si trovava in giro in aperta violazione delle disposizioni senza alcuna giustificazione.

I CONTROLLI AL TALVERA. Capillare, comunque, anche l’attività di dissuasione diurna dei poliziotti che hanno cercato di presidiare i parchi cittadini e i Prati del Talvera. Aree verdi dove le forze dell’ordine hanno qualche difficoltà. Impossibile, infatti, riuscire a controllare tutte le zone (soprattutto i campi sportivi) con il numero di uomini a disposizione. Molto spesso, infatti, le persone che li occupano praticando sport assembrati si dileguano velocemente alla vista delle pattuglie. Rincorrerli potrebbe portare a conseguenze peggiori e, in ogni caso, non permetterebbe di fermare tutti. L’unica possibilità per fermare un fenomeno molto contestato anche sui social è quello di una interdizione totale al pubblico che condurrebbe, tuttavia, ad una forte resistenza popolare. Una matassa, dunque, molto intricata da risolvere.

Alan Conti