“L’Adunata? Meravigliosa manifestazione per le donne”

L’Adunata sotto accusa per presunti episodi di molestie ma la manifestazione merita di essere etichettata? Ne parliamo con la dottoressa Lea Carlisi che ne ha viste moltissime e fa parte dell’Ana Protezione Civile

“L’Adunata degli Alpini non è una manifestazione sessista, misogina o volgare”. A dirlo è una donna che fa parte dell’Ana (sezione Protezione Civile) e vive da un decennio tutte le Adunate: la dottoressa Lea Carlisi, volto noto della farmacia Franch di via Torino. Da Bolzano a Rimini passando per Asti, Trento, Treviso o Milano: si è sempre messa in viaggio per gustarsi questi giorni senza indugio e accompagnata dal compagno Lorenzo Ruzzante (Alpino) e la dolce cagnolina Mia. Nel giorno in cui l’Heimatbund con Robert Lang etichetta l’evento come “medievale” in seguito alle segnalazioni delle attiviste di presunte molestie (pare 150 a fronte di una denuncia ufficiale) approfondiamo il tema con chi l’Adunata la conosce davvero. Rimane sempre vivo, nel frattempo, il sogno di riportarla a Bolzano nel 2028.

“Partiamo pure da questi episodi ma non fossilizziamoci, facciamo un ragionamento più ampio”

Volentieri, però le segnalazioni sono tante…

“Ho letto e non spetta me pesarle giuridicamente. Io posso dire di aver vissuto l’Adunata di Rimini e tutte le altre girando spesso da sola ovunque e senza mai registrare alcun atteggiamento fastidioso. Come me tante altre donne che vedo regolarmente in questa occasione. Non solo, partecipo anche ai raduni territoriali e non c’è mai stato nulla neppure lì. Poi, intendiamoci, non posso dire che tra 150.000 persone presenti non ci sia qualcuno di deprecabile ma da qui a stigmatizzare tutto l’evento ne passa. Rimini, poi, è stata un’edizione particolare…”

La sfilata dell’Adunata di Rimini

In che senso?

“E’ stata un’Adunata voluta dall’amministrazione comunale precedente che, secondo quanto ci raccontavano alcuni residenti, non trovava identico entusiasmo in quella attuale. Questo ha comportato un trasporto leggermente diverso nella cittadinanza e la sensazione che si volesse cogliere qualche occasione a scopo politico. Non è l’unica differenza con le Adunate, per esempio, di Bolzano o Trento…”

Cosa è cambiato?

“C’è stata meno bravura nel tutelare la manifestazione da una serie di situazioni parallele che non hanno a che fare con gli alpini o l’Adunata. Mi spiego: a Bolzano non abbiamo visto bar o discoteche proporre serate e musica tecno sull’onda dell’evento. Creando situazioni che non hanno nulla a che fare con la storia di questa manifestazione. A Rimini c’è stata maggiore permeabilità a persone e situazioni estranee alla tradizione. Qualcosa di simile era accaduto a Treviso. Diventa anche difficile, in questo contesto, stabilire se certi episodi siano scaturiti nel contesto dell’Adunata o se l’Adunata fosse solo un contorno per un altro genere di evento o serata. Un conto è dire “sono stata molestata durante l’Adunata” e un altro “sono stata molestata durante una festa in spiaggia di un locale durante l’Adunata”. Io, ripeto, non voglio giudicare ma non ho mai visto nulla di poco rispettoso verso le donne. Sarei stata la prima a protestare”

Cosa le piace degli Alpini?

“Ho un passato di 13 anni negli scout Agesci di Genova e nei goliardi. Ho anche fatto due terremoti come volontaria Caritas. Mi piace quando lo spirito goliardico e la bellezza di stare assieme si coniugano con la voglia di costruire qualcosa di positivo per sé e per gli altri”

Senta, l’età media degli Alpini si alza: che futuro può avere l’Adunata?

“Bella domanda. E’ sicuramente una sfida per il futuro ma posso dirle che il movimento sta facendo molto per costruirsi un nuovo avvenire. Tra le tante iniziative cito il corso per giovani ragazze dai 16 ai 25 anni proprio in protezione civile Ana. Anche durante l’Adunata ci sono molteplici proposte formative per i giovani. Certo, la leva obbligatoria e il passato militare rappresentavano un serbatoio naturale (e spesso anche un allenamento all’abnegazione maggiore) ma ci sono prospettive incoraggianti per i giovani e per l’Adunata stessa. Una manifestazione storica che ha dei valori importanti e che non può essere banalizzata in polemiche politiche pretestuose. Se qualcuno ha sbagliato sarà la giustizia a stabilirlo ma non può inficiare quanto di bello e buono è stato fatto per decenni”.

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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