D’Ambrosio: “Adunata? L’ambizione è riportarla a Bolzano nel 2028”

L’Adunata di Rimini è il ritorno di una manifestazione amata e di passione. La memoria torna all’edizione 2012 a Bolzano e la speranza è di rivederla. Ne parliamo con il presidente della sezione altoatesina Pasquale D’Ambrosio

Il cielo sopra Rimini è carico di pioggia ma gli Alpini, come cantava De Andrè, “la guardano con dolcezza”. Sono cinquecento le penne nere altoatesine che si sono messe in viaggio verso la Romagna per riabbracciare un’Adunata che solo la pandemia ha saputo fermare. I primi sono arrivati giovedì, altri ieri ed oggi ma tutti sfileranno domani (con loro anche il sindaco di Laives Christian Bianchi). Considerati gli accompagnatori possiamo calcolare a spanne un migliaio di altoatesini che passeranno il weekend a Rimini (ieri spopolava su Facebook la foto in pullman del Gruppo Piani con 40 alpini in viaggio). Tra loro anche Pasquale D’Ambrosio, presidente dell’Ana Alto Adige subentrato a Fernando Scafariello. C’è anche chi, in passato ha fatto Rimini-Bolzano in bicicletta per amore.

“Speriamo che la pioggia ci dia tregua ma alla fine conta poco anche il meteo. L’importante è tornare a respirare l’Adunata. Un’emozione vera perché l’Adunata è sempre l’Adunata”

A Bolzano lo sappiamo bene. L’edizione 2012 strappa ancora sospiri alla memoria…

“E’ un’onda lunga che, fortunatamente, non si arresta. Sui social e per strada ogni volta che ricordiamo l’Adunata di Bolzano è tutto un fiorire di ricordi e richieste. Ci chiedono ovunque di riportarla in città”

Le immagini del Comune per l’Adunata di Bolzano nel 2012

E voi? La riportate?

“E’ un discorso complesso…”

Facciamolo.

“Per portare un’Adunata in una città ci vuole una convergenza di volontà. Prima di tutto quella della sezione di volerla organizzare poi, chiaramente, serve tutto il supporto possibile dell’amministrazione. E’ importante, infine, che ci sia empatia con i cittadini. Allineate queste necessità si può iniziare a muovere l’immensa macchina organizzativa. Di certo c’è che le città toccate dall’Adunata ne escono sempre migliorate per lo spirito che ci mettono gli Alpini. Il nostro sogno, non glielo nascondo, è proprio di riportarla da noi…”

Quando?

“Se parliamo di sogni dico 2028 in occasione del centenario della nostra sezione altoatesina. Di sicuro è una nostra ambizione però non spingiamoci oltre perché su questo tema i bolzanini sono facili agli entusiasmi. Noi, invece, dobbiamo essere pratici e concreti. Intanto l’1 e il 2 ottobre avremo sicuramente il raduno sezionale proprio per ricordare il decennale dall’Adunata. Faremo anche una sfilata partendo da via Milano fino in piazza Tribunale come fu nel 2012. Stiamo definendo gli ultimi dettagli con il Comune”

Intanto sia a livello nazionale sia in Alto Adige monta la polemica per la scelta di fare del 26 gennaio la Giornata Nazionale dell’Alpino ricordando la battaglia di Nikolajewka combattuta portando la bandiera di un’Italia fascista.

“Non voglio entrare nelle polemiche politiche. E’ una giornata che, come sezione cercheremo, di onorare nel miglior modo possibile seguendo le indicazioni che arriveranno dal presidente nazionale Sebastiano Favero. Sarà una celebrazione sobria ma importante come nel nostro stile”

Il documentario di Rai Storia sulla campagna di Russia

E degli armamenti all’Ucraina cosa pensate?

“Tema delicato e difficile da affrontare in modo semplice. Dico solo che ovunque siano stati chiamati ad intervenire gli Alpini si sono sempre presentati e proposti come portatori di pace. Questo è da sempre il nostro spirito e il nostro obiettivo ultimo. Il nostro è un approccio pacifico e non siamo assolutamente guerrafondai come qualcuno ama definirci. L’Adunata testimonia anche questo”.

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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