Medical Center. Abusi su minori del falso pranoterapeuta a Laces: perché nessuno si è insospettito?

E’ facile puntare il dito sul soggetto arrestato a Laces dai Carabinieri. Uno perché i crimini che gli vengono imputati non sono di poco conto e poi perché, in genere, quando l’Arma ed i Nas si muovono, non lo fanno a caso. Per cui, si potrebbe già dire: soggetto colpevole. Ma non è su questo argomento, seppur di notevole importanza, che mi voglio soffermare. Voglio fare una considerazione prendendo le informazioni date dai quotidiani pur sapendo che non ci si può fermare a quello e si dovrebbe avere la possibilità di approfondire per poter in fine comprendere la sofferenza di tutte le vittime e le persone coinvolte.

Voglio, anche, mettere altre persone sul banco degli imputati. Perché la cosa che mi fa sempre rabbrividire, in generale, è la classica situazione in cui emergono circostanze che tutti conoscevano o sospettavano e che nessuno aveva mai denunciato; famiglie con genitori assenti o privi di attenzioni verso i figli; amici e conoscenti che non solo non proteggevano ma addirittura stimolavano eventi o da questi ne traevano profitto. E avanti così per tutti quelli che gli scheletri nell’armadio ce li hanno ma che, poi, recitano la parte degli sconvolti, degli scioccati, degli indignati.

Ma dove stavano tutti mentre questa persona faceva ciò che voleva? Perché lui sì, che era attento e sapeva di chi poteva approfittare.

“Le persone con un disturbo alimentare sono più sensibili e fragili nell’ambito relazionale. Questo vale ancora di più per le giovani, in particolare se affette da bulimia, binge eating o vomiting”, afferma la Dott.ssa Malvina Wenter, Psicologa Psicoterapeuta ufficiale del Centro di Terapia Strategica del Medical Center di Merano (nella foto). “I disturbi alimentari hanno tutti una base comune: l’incapacità di gestire il piacere. Questa incapacità si manifesta apertamente nel cattivo rapporto con il cibo, ma porta sempre con sé una disfunzionale gestione del piacere nel senso più allargato: nella relazione con se stessi, con gli altri e con il mondo. Mentre la ragazza anoressica si rinchiude in un’armatura che la protegge da tutte le sensazioni, comprese quelle piacevoli, perché sente di non saperle controllare ed ha paura di esserne sopraffatta, le ragazze con sindrome da vomiting, con bulimia o binge eating sono persone che vengono rapite da una sorta di demone. Un demone che le travolge e fa sentire loro sensazioni piacevoli molto forti. Spesso queste stesse sensazioni vengono ricercate anche in altri ambiti della vita ed espongono queste ragazze a comportamenti e relazioni estreme.”

E da chi, meglio di un adulto, che si prende cura delle persone, e che ti riempie di attenzioni, di regali, di complimenti. Ma partiamo dall’ABC.

 

D: Cos’è un Pranoterapeuta?

R: La pranoterapia è una pratica di medicina alternativa che consiste nell’imposizione delle mani in corrispondenza della parte malata allo scopo di permettere il passaggio di prana (un supposto “soffio vitale”) tra il corpo dell’operatore e quello del paziente. Andando avanti si legge: NON è una pratica medica.

 

D: Chi tratta i disturbi alimentari?

R: “I disturbi alimentari devono essere curati dal Medico Psichiatra e/o da uno Psicoterapeuta, che a loro volta possono avvalersi di figure complementari come Medici Dietologi, Biologi Nutrizionisti o Dietisti.

 

D: Come fa una ragazza di 17 anni a tornare a casa con cellulare nuovo e regali senza che nessuno si ponga il quesito?

R: Non lo so: non faccio l’assistente sociale.

 

D: Com’è possibile che la stessa ragazza passi dei fine settimana in giro per l’Italia senza che si sappia con chi?

R: Vedi risposta precedente.

 

Si potrebbe continuare per molto con il gioco della logica ma mancano molti elementi per definire il tutto. Ma, riassumendo per ipotesi: se hai una figlia con disturbi alimentari, prima di tutto cerchi di capire come gestire la situazione; la porti da uno Psichiatra o Psicoterapeuta e non da un pranoterapeuta; se arriva a casa con oggetti costosi e ti dice che va via per il fine settimana: chiedile da dove arriva quella roba e con chi vorrebbe andar via a 17 anni.

Per cui, se ci accontentiamo di dividere il mondo in buoni e cattivi ed essere felici che il cattivo ora sia in prigione: non stupiamoci che questo accadrà ancora. Perché i responsabili, sono ancora qua fuori.

Ivan Pierotti

Presidente Medical Center Merano


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