Abram: “Io docente a Bolzano e favorevole ai test nasali nelle scuole”

BOLZANO. “Non vi è alcuna dittatura sanitaria e alcun sopruso al diritto all’istruzione. Io sono assolutamente favorevole ai test nasali”. Alessandra Abram è insegnante di seconda lingua alla scuola al Sozialwissenschaftliche Gymnasium di via Roen a Bolzano e legge con concretezza la questione dei tamponi imposti dall’ordinanza provinciale come requisito per le lezioni in presenza. Oltre ogni bufera politica e al di là dei pretesti polemici. Semplicemente da un punto di osservazione privilegiato e centrale: la cattedra.

“La scuola deve elargire un servizio e lo fa. Non solo, la scuola deve garantire la massima sicurezza dell’ambiente di lavoro e fa anche quello. Il centro del discorso mi pare essenzialmente questo. Per questo io ho dato la mia disponibilità ad effettuare i test e lo farò con entusiasmo”

Non è preoccupata sia un lavoro per sanitari e non per insegnanti?
“Tutte queste resistenze sono più diffuse nella scuola italiana. In realtà no perché il procedimento è molto semplice: quattro giri in una narice e quattro giri nell’altra. Si inserisce questo stick nella provetta poi si passa la goccia nella striscetta reagente e si attendono le linee come quelle di un test di gravidanza. Il tutto la prima ora del martedì e del venerdì dalle 7.50 alle 8.20 con le lezioni che traslano di 30 minuti. E’ così terribile?”

La preoccupazione di molti è che gli studenti rimangano impressionati da questo procedimento.

“Io la penso esattamente al contrario”

Cioè?
“Si tratta di qualcosa di molto educativo per due motivi. Il primo è che i ragazzi in quella mezz’ora sono coinvolti in un’operazione collettiva finalizzata alla sicurezza di tutti. In un mondo di cambiamenti climatici e crisi spesso incontrollate credo che, purtroppo, questo aspetto debba entrare velocemente dentro ognuno di noi. Il secondo motivo è che vedendo un docente che, in qualche modo, si adopera in un lavoro che non sarebbe il suo anche i giovani comprendono che, di fronte ad una pandemia mondiale, tutti possiamo assumerci qualche responsabilità in più. In fondo si chiede ad una laureata in scienze umanistiche di saper gestire un cotton fioc appena uscito dal naso di un ragazzo”

Non tutti i genitori, però, si fidano del tampone…

“Il test non nuoce, non ferisce e non lascia conseguenze a lungo termine. L’unica pecca del tampone, se vogliamo, è che non è attendibile al cento per cento. In ogni caso chi non vuole sottoporsi allo screening perché lo ritiene inutile o dannoso può beneficiare della didattica a distanza. Semplicemente. Io davvero non comprendo quali possano essere le motivazioni scientifiche per dire no. Colgo, invece, le motivazioni politiche figlie delle strumentalizzazioni ma i criteri sanitari per non farlo non ci sono. Mi sono poi accorta di un’altra situazione molto curiosa…”

Quale?

“Guarda caso, almeno per la mia situazione, coloro che chiedono di rimanere assenti per contrarietà ai test sono proprio gli alunni che hanno il rendimento peggiore. Come se avessero in realtà un certo vantaggio ad assentarsi optando per la didattica a distanza che, lo ripeto, rimane un’opzione valida. Mi fa ridere sentire parlare di dittatura sanitaria quando qualsiasi docente è libero di non effettuare i test e agli studenti viene data un’alternativa”



Quanto è importante poter lavorare in una classe con alunni testati negativi?

“Ripeto, questo tampone (che poi non è un tampone vero e proprio) ha un certo margine di imprecisione però è certamente più rassicurante. Il punto centrale, tuttavia, è dare il proprio contributo. Se anche riuscissimo a scovare un solo positivo significa avere la possibilità bloccare sul nascere un focolaio. Abbiamo imparato tutti a capire quanto questo sia decisivo nella lotta al Covid”

Cosa succede se uno dei test degli alunni è positivo?
“Si allerta la segreteria rispettando le disposizioni di privacy con l’alunno che viene accompagnato dal bidello, in sicurezza, all’ingresso dell’istituto dove i genitori verranno a prenderlo. Il materiale del test viene poi smaltito con tutti gli altri perdendo l’efficacia dopo 30 minuti dall’effettuazione. Si segue anche qui uno schema che non comporta alcun rischio”

Si è vaccinata?

“Certo, con Astrazeneca”

Come è andata?

“Devo ammettere che non sono stata affatto bene per qualche giorno e non è stato piacevole ma rimango totalmente a favore dei vaccini. Sono pro vax, pro test e pro screening. Sono pro qualsiasi cosa ci faccia muovere compatti verso la risoluzione di questa crisi”

Com’è la situazione nella sua scuola?

“Per quanto mi riguarda ho avuto quattro persone che non hanno aderito allo screening. Sono diventate tre quando ho anticipato che avrei interrogato anche le persone a casa e che, anzi, per ovviare al problema delle possibili interruzioni della connessione avrei iniziato proprio da loro”

Lei ha anche dato la disponibilità ad aiutare gli alunni disabili.

“Sì, posso testimoniare che nella mia scuola gli studenti con disabilità erano esonerati dall’obbligo di mascherina ed ammessi a tutti gli spazi assegnati alla classe di appartenenza. Si è organizzato con i professori disponibili un piano d’emergenza nel caso fosse stato assente l’insegnante di sostegno per salvaguardare il diritto allo studio di questi ragazzi. Alcuni, però, hanno ritenuto di scrivere ai sindacati perché si è coinvolto personale non specializzato per delle mansioni che non competono. Io rimango comunque a disposizione. Sempre”.

Alan Conti

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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