A Bolzano questa sera Drimer e Jd il Moro: “Torniamo dal vivo, linfa vitale della musica”

BOLZANO. Sabato 12 giugno, a distanza di più di un anno, torna la musica dal vivo. A prendersi la scena sul palco del bar Pippo di Bolzano, dalle ore 18.00, diversi talenti della scena altoatesina, quali Ronnie e Oside. Gli special guest di “Mettetevi scomodi” saranno JD il Moro e Drimer, proprio con quest’ultimi due abbiamo fatto una chiacchierata in merito all’evento e ai loro progetti.
Francesco Marchetti, in arte Drimer è un rapper italiano. L’artista della val di Non si è avvicinato al rap intorno ai dodici-tredici anni, sull’onda dei primi grandi successi di Fabri Fibra e Mondo Marcio. Gli piace essere rapper negli atteggiamenti e nel background musicale e culturale ma non essere il rapper che ci siaspetta, tant’è che si definisce un’artista dai mille stimoli diversi, che ama sperimentare e mettersi alla prova su tante sonorità e atmosfere diverse. Un cantante che, anche nei testi apparentemente più superficiali, cerca sempre di trasmettere un messaggio. Davide Jhonni Spiga, invece, ha origini sarde e da qui l’aka JD Il Moro. Gli piace definirsi una sorta di storyteller perché dice: “Mi piace raccontare e raccontarmi. Uso questa vena creativa per analizzarmi e far uscire ciò che ho nel profondo anche se a volte non è sempre piacevole, ma necessario

Qual è l’emozione di tornare a suonare davanti al pubblico e come vi sentite in merito?
Esordisce Drimer: “Stavo pensando ieri che è passato un anno preciso dal mio ultimo concerto, addirittura uno e mezzo dall’ultimo realizzato dal vivo. L’emozione – e, in prima battuta, il senso di estraneità durante le prove in studio – è tanta, ma non vedo l’ora sia il momento di suonare dopo un anno e mezzo. Spero che l’emozione sia tanta anche per coloro che, tra il pubblico, assaporeranno a loro volta il primo concerto dopomesi”. Palpabile l’emozione anche per JD: “Il mio ultimo live è stato prima di partire per Londra, quindi sono emozionato alla grande e contentissimo, anche perché quando scrivo le canzoni, penso anche a come performarle

Ci saranno però – a causa delle restrizioni Covid – “solo” 60 persone, comunque un successo o speravate in qualcosa di più?
Direi che dopo una pausa del genere non possiamo minimamente lamentarci ma anzi essere contenti che pian piano si riapra questo discorso, che è la linfa vitale della musica, e mi permetto di parlare per chiunque pubblichi brani online, non solo per me”, afferma il Moro. Dello stesso avviso anche il rapper trentino: “Considerata la quantità di tempo passata dall’ultima volta anche trenta persone sarebbero state un successo. La priorità ora è tornare a suonare, e da qualche parte si deve pur partire. Ovviamente, la speranza è che presto questi numeri possano aumentare fino a tornare a quelli di un tempo, ma ripeto: che questo primo live dai posti “limitati” possa essere uno dei fiocchi di neve che smuoveranno presto la valanga!”.

Si può svelare qualcosa di quello che sentiranno coloro che verranno ad ascoltarvi sabato sera?
Drimer punta a presentare le novità: “Lo scorso 21 maggio è uscito il mio terzo album solista, Crashtest. Sabato sera a Bolzano sarà dunque il primo evento in cui lo porterò dal vivo, e quindi chi verrà potrà aspettarsi tutte le nuove canzoni in esso contenute. Ma non solo…. Anche JD vuole restare sui pezzi più recenti: “Non farò pezzi vecchi o più “vecchi” dell’ultimo Mixtape e ho parecchie chicche recenti in scaletta

Con voi sul palco ci sono alcuni cantanti della scena bolzanina… Un breve commento o dire ai lettori chi è uno degli artisti presenti che non devono assolutamente perdersi e perché?
Non conoscendoli ancora bene, il Moro mostra tutto il suo interesse: “Sono curiosissimo di scoprire tutti i talenti che performeranno alla serata, indipendentemente dalla provenienza. Conoscere gli artisti dal vivo e sentirli cantare a primo impatto è forse una delle emozioni migliori. Drimer, invece, valuta positivamente l’ambiente regionale e manda un messaggio chiaro ai lettori in vista dell’evento di questa sera: “Se si parla di rapper trentini e altoatesini, vederli condividere lo stesso palco e non per insultarsi in una battle freestyle è uno spettacolo più unico che raro. Non fatevelo scappare”.

Un vostro pezzo che i bolzanini dovrebbero assolutamente sentire e perché?
Drimer sceglie La Differenza, featuring Clementino e motiva così: Nonostante l’esperienza di cui parla – la mia – sia quella di un ragazzino con l’amore per il rap nato e formatasi nella vicina Trento, ho la speranza che tutti i ragazzi di Bolzano con la medesima passione potranno rispecchiarvisi almeno in parte. Le decisioni del rapper d’origini sarde ricadono invece su: SPALLUCCE – OK, bella con Drimer, prodotta da David Costello e Ric de Large e da 0 a 100, prodotta da A-KURT, che potete ascoltare nell’ultimo Mixtape di Nerone

Perché il pubblico altoatesino dovrebbe venire a sentirvi sabato sera?
JD offre una spiegazione razionale e motivata: “È pieno di artisti che valgono e che magari non sono ancora usciti o non vengono riconosciuti con un’etichetta oltre gli emergenti. Andare a queste serate è sempre uno stimolo nuovo per capire a che livello sono gli altri fuori dal capoluogo di provincia. Il rapper trentino – invece – ci fa capire che non presentarsi al Pippo sabato sera potrebbe essere un errore: Perché Drimer live è uno dei migliori rapper in Italia, semplice.

Dopo questa “prima” nuova live, quali sono i prossimi obiettivi o impegni?
Esordisce il Moro: “Sicuramente toccare più città possibili con i nostri live. Ho in cantiere diversi singoli, uno dei quali, Johnny Punchlines 2 che è uscito l’altro ieri, il 10 giugno. Sulla stessa linea di pensiero Drimer: “Sperando ve ne sia la possibilità, innanzitutto, portare il più possibile dal vivo Crashtest in giro per l’Italia. Come tutti i miei lavori, infatti, anche questo album “vive” pienamente una volta live. Da questo punto di vista sto fortunatamente avendo già ottime notizie che comunicherò poi. Dopodiché, essendo l’ambizione quella di portare la propria musica ad un livello qualitativo e di attenzione sempre più alto, l’obiettivo è di certo quello di acquisire sempre più rilievo in ambito nazionale: sono sicuro che Crashtest possa essere un passo importante in tal senso.

Drimer a proposito di Crashtest, ci dici qualcosa di più?
Crashtest è il mio terzo album solista, uscito lo scorso 21 maggio per l’etichetta milanese Pluggers. Anche stavolta, come nel caso dei due dischi che l’hanno preceduto, la produzione è stata affidata quasi per intero a Ric de Large, produttore di origini padovane con il quale collaboro ormai da sei anni. Si tratta di un disco dalle sonorità molto variegate, in cui strumentali più tipicamente rap/trap si uniscono a basi dal gusto maggiormente sperimentale, andando spesso a sfociare nell’elettronica o addirittura nella dance. A livello di scrittura, all’interno ci sono nel bene e nel male gli ultimi due anni della mia vita, l’ultimo soprattutto: è dunque un disco che parla di rivalsa e di ambizione ma, allo stesso tempo, anche di solitudine e sconforto. Come dice il titolo, lo vedo un po’ come il Crashtest del sogno che impatta con la realtà – a tratti tremenda, per un’artista – di quest’ultimo sfortunato periodo.

JD tu invece sei uscito di recente con “Il Sardo del Nord vol.2″, cosa ci dici in merito?
È stato un progetto lungo. Ci ho messo molto a sperimentare nuovi tipi di Flow e sound. Sono molto contento del risultato perché è molto bilanciato (a parer mio) e scorre liscio (a parere altrui). Big up a Markus per il Mix e Master! 

Entrambi venite dalla “provincia” ed entrambi vi siete poi spostati a Milano. È perché non si può vivere di musica in Trentino – Alto Adige o a Gorizia?
Nel 2021, grazie ad internet, si può aspirare a vivere della propria passione quasi ovunque, in un paese come l’Italia. Di certo, quantomeno sulla carta, a Milano le possibilità di riuscirsi aumentano: gli eventi sono di più, il numero di persone che lavorano nell’ambiente e a cui si deve spesso rivolgere (videomaker, fotografi, uffici stampa ecc.) è infinitamente superiore, e così vale per ogni altra cosa. La scelta di trasferirsi a Milano, personalmente, prima ancora che da questi indubbi vantaggi è stata dettata dalla volontà personale di ricercare nuovi stimoli. In una realtà piccola come quella del Trentino – Alto Adige, infatti, musicalmente parlando “il top” è raggiungibile abbastanza in fretta, data la poca competizione in termini numerici; e può capitare che, una volta raggiunta questa vetta, ciò ti freni. In un ambito come quello della musica rap odierna, altamente competitivo e costantemente in movimento, ciò può essere un problema: una realtà come Milano invece, con il suo numero spropositato di artisti e di eventi, ti fa un male positivo, ridimensionandoti e costringendoti a rimboccare le maniche per ricominciare da capo, nella tua scalata. Ovviamente, e ci tengo a sottolinearlo, non c’è una regola: come dicevo all’inizio della riposta, internet fornisce tutte le possibilità di arrivare dove vuoi anche rimanendo nel più piccolo dei paesi. L’importante è che da quell’ambiente tu riesca a trarre sempre la giusta motivazione e soprattutto la giusta ispirazione”, spiega Drimer. Elogia il capoluogo lombardo anche JD: “Più che altro Milano ti offre più stimoli per poter uscire dal guscio. È solo mettendoti alla prova che affronti certe situazioni, e cresci umanamente e, quindi, anche artisticamente.

Che consiglio dareste a chi vuole vivere di musica e viene da realtà piccole come appunto Bolzano…
Risponde per primo Il Moro, lasciando anche una bella citazione: “Chiarisco subito che io ancora non vivo di musica. Il mio consiglio è di schiarirsi le idee il prima possibile, perché la strada è sempre in salita e il talento a volte non basta, purtroppo. Come dice G eazy, citazione che ho parafrasato e reso mia in “easy”, contenuta nel vol. 1 del Mixtape: «C‘è chi prova ma si perde, fosse easy, chiunque lo farebbe». Drimer, invece, si sofferma sull’avere pazienza: “A chi, provenendo da Bolzano, voglia vivere di musica, il consiglio più importante è quello di non avere fretta. So che, specie nel mondo del rap, sembra che si debba “sfondare” quasi prima dei 18. Ma per ogni ragazzino che ce la fa – e bisogna poi vedere per quanto – mille altri si bruciano nella spasmodica rincorsa al trend e alle mode. Ascolta tanta musica, assisti a tanti concerti e conosci e collabora con tante persone: col passare del tempo, ciò ti permetterà di capire cosa ti piace e cosa vuoi fare, dando vita a uno stile tuo personale che sarà unico e perciò interessante. Una volta fatto questo step, che è anche il più difficile, dovrai solo decidere come far arrivare la tua musica ad un pubblico sempre più numeroso. Ma avrai la certezza che esso apprezzerà.

Voi avete già collaborato in “Spallucce – OK, bella”, che tipo di collaborazione è stata? Avete già altro in mente insieme?
JD Il Moro spiega come ha preso vita il pezzo: “Spallucce è nata in breve tempo, dopo esserci conosciuti e visti poche volte in realtà. Ciononostante il pezzo è molto sentito da entrambi, è una cannonata che racchiude il nostro modo di prendere di petto questa situazione di crisi economica e musicale, soprattutto. Quando le cose vanno male, c’è chi si perde e si dispera, noi abbiamo scelto di prendere quel che passa in convento e nel frattempo migliorare e affrontare il periodo non troppo piacevole”. Drimer, invece, butta un occhio al futuro: Sono molto soddisfatto del risultato e credo lo sia stato anche il pubblico: per questo una futura collaborazione non è di certo da escludere, anche se per ora credo siamo entrambi totalmente concentrati sui nostri progetti personali.

Stefano Rossi

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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