Vadena, incendio in discarica: nessun picco pericoloso di polveri sottili

BOLZANO. “La discarica di Ischia Frizzi a Vadena è in fiamme”. E’ questo l’allarme che corre veloce alla centrale di emergenza di viale Druso a Bolzano e poi sui social domenica sera alle 22.14. Un rogo di grandi dimensioni, con un fronte di oltre 70 metri, si è sviluppato con forza alimentandosi con un cumulo di rifiuti ingombranti sminuzzati. Qualche timore inizia subito a serpeggiare in città, specialmente nella zona di Casanova, Don Bosco e ponte Palermo dove velocemente si inizia ad avvertire un forte odore di bruciato. “Tenete le finestre chiuse per precauzione se vi trovate sottovento” fanno sapere a rapido giro di posta i vigili del fuoco del corpo permanente mentre organizzano le operazioni di spegnimento con l’aiuto dei volontari di Laives e Vadena. In tutto sono 60 uomini coordinati dal funzionario Florian Schroffenegger che verificano subito come non ci siano feriti.  La sfida è comunque probante perché, prima di tutto, è necessario contenere le fiamme per evitare che possano propagarsi alle strutture vicine. L’area del rogo è piuttosto vasta per un totale di circa 600 metri quadri. Non si tratta, però, di una situazione del tutto inaspettata per i pompieri. “Sappiamo che questo può accadere con i rifiuti ingombranti – specifica Schroffenegger – perché si tratta di cumuli dove vengono a contatto moltissimi materiali differenti. Le combinazioni sono infinite e la probabilità che si sviluppino degli incidenti sono discrete. Proprio per questo motivo gli stessi operatori della discarica hanno una piccola squadra di primo intervento che, con una botte, intervengono per sedare immediatamente piccoli possibili focolai. A volte accade. Stavolta l’innesco è stato notturno e molto rapido nell’evoluzione rendendo necessario l’intervento dei nostri mezzi. I rifiuti ingombranti sminuzzati, però, sono custoditi distanti dal resto dell’inceneritore in uno spiazzo molto ampio proprio per questo motivo. Va garantita una comoda possibilità di intervento per contenere subito le fiamme. E’ andata così”. La vicinanza temporale con il rogo che ha colpito l’impianto di riciclaggio di Brunico ha fatto aleggiare l’ipotesi preoccupante del dolo. “Tutti gli elementi a nostra disposizione – specifica Schroffenegger – escludono la pista dolosa”.



Una delle immediate preoccupazioni è stata la diffusione di sostanze tossiche nell’aria. L’invito a mantenere le finestre chiuse è stata la prima misura precauzionale in attesa del responso dei dati di ieri mattina. Fortunatamente l’analisi del Laboratorio Fisica Chimica dell’Agenzia Provinciale Per l’Ambiente è stata confortante. “L’unica variazione – spiega il direttore Luca Verdi – è un picco istantaneo delle polveri sottili in alcune centraline bolzanine rientrato velocemente nella media. Parliamo, però, di punte di 20-30 microgrammi per metro cubo a fronte di una media di circa 10 e di una soglia di sicurezza fissata a 50 microgrammi giornalieri e 40 annuali. Siamo sempre rimasti abbondantemente nei margini di sicurezza”. Controllata pure la diffusione del fumo. “I venti che insistono su Bolzano sono complessi. In generale possiamo dire che, a quell’ora, spirava da sud investendo con maggiore insistenza l’area di Casanova e ponte Palermo. L’andamento, però, è stato molto intermittente e bastava spostarsi di pochi metri per avvertire l’odore di bruciato in modo marcato e poi non avvertirlo”. “Abbiamo avuto un’altra fortuna – puntualizza Giulio Angelucci, direttore dell’ufficio gestione rifiuti della Provincia di Bolzano – perché la quantità di rifiuti ingombranti triturati presente in questi giorni nella discarica di Ischia Frizzi era piuttosto limitata”.

Le operazioni di spegnimento di tutti i focolai si sono concluse ieri mattina alle 8. Nella giornata di oggi e di domani non sono previsti nuovi interventi dei vigili del fuoco a meno di necessità emergenziali oppure di specifiche richieste da parte dei carabinieri presenti durante tutta la notte dell’intervento.

Alan Conti

Foto Vdf Laives



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