Sciopero degli operatori sanitari: gli eroi del Covid senza contratto da 14 anni

BOLZANO. Sono stati chiamati eroi ed angeli assieme agli infermieri e ai medici nelle ore più buie dell’epidemia da Covid 19 in Italia. Angeli ed eroi, tuttavia, che attendono un contratto nazionale da 14 anni e ancora non ne vedono una prospettiva. Sono gli operatori sanitari delle strutture private che oggi hanno incrociate le braccia per un rinnovo del contratto atteso troppo a lungo. Uno sciopero sostenuto dalle sigle sindacagli Cgil, Cisl e Uil che ha anche visto lavoratrici recarsi in servizio pur aderendo allo sciopero (quindi senza paga) pur di sostenere la causa senza lasciare soli i pazienti. Tra i destinatari della protesta anche le associazioni di categoria di riferimento Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari). “A seguito della loro scelta di non ratificare il pre-accordo di contratto siglato lo scorso 10 giugno dietro pretesti senza fondamento le associazioni sindacali hanno proclamato la giornata di sciopero. Non bastano le espressioni di volontà espresse negli ultimi giorni dalla controparte. La fine della mobilitazione potrà avvenire solo con la firma sul rinnovo del contratto nazionale. I bilanci crescono, il settore è solido con aziende che fanno investimenti ma la forza lavoro guadagna quello che guadagnava 14 anni fa. Il Ministro Roberto Speranza nella Conferenza Stato Regioni si è anche detto disposto a finanziare il 50% del rinnovo mediante l’adeguamento delle tariffe a favore delle strutture accreditate”.



Anche in provincia di Bolzano gli operatori sanitari hanno partecipato allo sciopero con una buona adesione. Alla clinica Bonvicini, per esempio, sono tanti i lavoratori che hanno incrociato le braccia. I sindacati hanno chiesto due volte un incontro all’assessore provinciale competente Thomas Widmann non ricevendo risposte. L’obiettivo sarebbe un contratto integrativo territoriale. Nel complesso il settore tocca circa 2.000 dipendenti con Bonvicini, Santa Maria, Lebenshilfe, Villa Melitta e Sant’Anna come strutture più conosciute.

Alan Conti