Laives, il Pd punta sul rilancio di Pineta: “Oggi è un dormitorio”

LAIVES. La campagna elettorale a Laives si accende sul concetto di dormitorio. Il sindaco uscente Christian Bianchi nel presentare la sua lista civica ha spiegato come la città prima di lui fosse un dormitorio e ora sia considerata per quello che merita. Non tutta la città, però, è d’accordo e a contestare questa visione è Christine Staffler, candidata del Partito Democratico: “Sono residente a Pineta di Laives da 37 anni e conosco molto bene quanto è stato fatto per questa zona. Nulla. Viviamo esattamente in un dormitorio. Anzi, ho registrato un cambiamento in peggio perché le persone non si sentono più casa. Sono di madrelingua tedesca e ho cresciuto qui due figlie perfettamente bilingui pur frequentando le scuole in tedesco. Significa che fuori dalle aule, nella nostra Pineta, le mie ragazze trovavano un contesto d’uso italiano e bilingue. Si sentivano a casa e parte di una comunità”. Adesso? “Adesso quella sensazione non esiste più e non viene fatto nulla per stimolarla. Tutto è organizzato solo in Centro, senza eccezioni. La realtà è che siamo dimenticati. L’unica considerazione che abbiamo ricevuto è stata quella di Gino Coseri con i suoi carri carnevaleschi. E’ stata l’unica persona capace di valorizzare Pineta in questi anni. Aveva un pensiero per noi che altri non hanno avuto. La rete va costruita dalle persone, non dalle feste sui giornali sotto l’ufficio comunale”.

Il Partito Democratico, quindi, ha stilato una serie di punti che riqualifichino Pineta. “Vogliamo intervenire in modo concreto – interviene Andrea Spinelli – lasciando un segno che sia tangibile. A partire dal recupero dell’ex fabbrica Schulze Pollmann riqualificandolo come centro per giovani che possa creare un movimento di qualità ogni giorno dell’anno e che non sia di serie B. A questo va aggiunta la ristrutturazione della scuola dell’infanzia. Entrambe misure che sono necessarie da tempo alla luce del forte incremento demografico che si registra nella nuova zona Toggenburg con circa 80 nuove famiglie. Andrebbe anche creato un doposcuola per il supporto dei bambini”.



Esigenza che viene sottolineata anche dalla capolista Sara Endrizzi: “È sotto gli occhi di tutti come l’arrivo di tante famiglie nuove che non si conoscono abbia sfilacciato la comunità senza alcuna regia che ne guidasse la socialità. Soprattutto la nuova zona Toggenburg, purtroppo, ha davvero le caratteristiche di un dormitorio. Non servono feste di Capodanno ma bastano anche tanti spunti semplici. Uno di questi potrebbe essere la realizzazione di un orto comune (o uno per condominio) che consenta ai residenti di coltivare insieme. In questo modo si creano delle occasioni di incontro per conoscersi e sentirsi parte di un qualcosa di condiviso”. “E’ stata lasciata fuori – aggiunge Dino Gagliardini – un’importante fetta di vita comunitaria che ruotava intorno alla parrocchia e al circolo operaio. Non si può affatto disconoscere il ruolo che hanno svolto la Polisportiva e la cooperativa Graff Toggenburg almeno fino all’incendio del 2011. E’ sotto gli occhi di tutti come fino agli anni ’90 Pineta avesse uno spirito di iniziativa pur contando su molte meno strutture rispetto ad oggi”.