Bolzano, chiuso il centro vaccinale alla Fiera: 217.000 dosi inoculate

BOLZANO. L’ultimo giorno è spesso quello della malinconia e dei bilanci. Vale, con le dovute proporzioni, anche per il centro vaccinale allestito nei padiglioni della Fiera di Bolzano che ieri è stato definitivamente chiuso. Ancora qualche bolzanino si è messo in fila per farsi immunizzare ma niente a che vedere con le lunghe file, ad ogni passaggio, delle prime settimane di attività con le chiamate in base all’età e alle categorie. Nulla a che vedere, per esempio, con le luci e la musica della Vax Night nella prima serata aperta ai giovani. Un luogo che ha ovviamente svolto il proprio compito istituzionale e sanitario ma che ha anche catalizzato sentimenti ed emozioni dei bolzanini. Gioia, speranza, paura, timori e rabbia: tutto l’universo emotivo che ruota attorno ai vaccini ha trovato tra queste file la sua fase più concreta. Molto banalmente è lì che in 217.000 hanno fatto la puntura. Difficilmente, inoltre, si dimenticherà la trasformazione radicale di un luogo dedicato alle esposizioni (e alle feste) in un polo per una prestazione sanitaria di massa. Un altro unicuum (speriamo tale a lungo) di questa pandemia.



Il bilancio tecnico, dunque, è positivo e a tirare la riga finale dei conti è Luca Armanaschi che ne he curato ogni aspetto organizzativo per l’Azienda Sanitaria sin dal giorno dell’apertura lo scorso 15 marzo. “Diciamo che non lo considero un divorzio con la Fiera ma solo un allontanamento – scherza – ma è ovviamente giusto che questo luogo torni ad avere la sua funzione centrale con le esposizioni che torneranno nei padiglioni (da venerdì Civil Protect, ndr)”. L’addio non definitivo potrebbe essere legato alla necessità di organizzare una terza dose su vasta scala. “Procediamo un passo alla volta. Posto che le attività della Fiera hanno la priorità posso confermare che si tratta di un luogo particolarmente adatto a servire come hub vaccinale. Qui siamo riusciti ad attivare fino a 14 linee vaccinali modulabili secondo necessità. Grazie all’abnegazione encomiabile di 80 persone, tra cui 24 infermieri e 15 medici, abbiamo offerto alla popolazione un punto di riferimento durante questa campagna”. I numeri, dunque, sorridono. “In 181 giorni abbiamo somministrato 217.000 dosi pari a 35-40% del totale dei vaccinati sull’intero territorio altoatesino. Sapevamo che Bolzano sarebbe stata una base centrale perché tante persone dei comuni limitrofi insistono comunque sul capoluogo. Di queste 217.000 somministrazioni solo 3 hanno richiesto la necessità di altre strutture per piccole complicazioni dopo l’inoculazione”.

E ora? “Ora abbiamo completato sia il punto vaccinale interno alla nuova clinica ospedaliera di Bolzano sia quello di Ora. Ieri abbiamo incollato gli adesivi e applicato i cartelloni concludendo le operazioni preliminari”. Saranno in grado di accogliere una vasta domanda? “A Bolzano potremmo lavorare modulando gli orari non avendo, ovviamente, gli spazi della Fiera. Riusciremo comunque ad allestire sei linee che partiranno venerdì rimanendo disponibili il lunedì, il mercoledì ed il venerdì senza prenotazione. Ad Ora, invece, abbiamo calcolato circa 50.000 persone di bacino di riferimento includendo i comuni di Bronzolo e Caldaro. Qui le linee vaccinali saranno quattro attive martedì e giovedì sempre senza alcuna necessità di prenotarsi”.

Alan Conti

Foto Bz News 24